“AMALIA” EPICA MODERNA ATTO III Scena terza (Opera in tre atti di Ana Silvestre)

Scena terza

La Cittadella

Amalia, Dino.

Dino è seduto per terra, scrive su un quaderno. Amalia è in piedi, cammina con le mani sui fianchi.

Dino:

(29)

a Molto persuasive le tue parole.

b Piene di giudizio e compassione,

a Illuminano come fa il Sole,

b Che regala luce alle persone!

a Sono loro la nostra prima prole,

b Piene di vita, pronte all’azione!

c Partorisci il tuo pensiero puro,

c Che io lo proteggerò, te lo giuro!

Amalia: Arriviamo alla conclusione, a questo punto.

Dino: Vai.

Amalia: Chi è fermamente convinto della validità di queste regole, intenzionato a migliorare quotidianamente il mondo in cui vivrà, consapevole della responsabilità delle proprie azioni, può diventare un prototipo dell’Uomo Ideale, nella Nuova Era.
Avanti gli spiriti liberi, avanti gli artefici del bene e della bellezza! Questa libertà è un dovere!
(piccola pausa) Direi che basta così.

Dino: Bene! Mi piace, amore grande!

Amalia: Magari non è ancora definitivo, ma è già abbastanza chiaro.

(Dino passa il quaderno ad Amalia)

Leggo tutto ad alta voce. (fa un respiro profondo) Sono pronta.

(un attimo di silenzio. A mano a mano che legge il suo annuncio, esso appare scritto alle sue spalle, su uno sfondo di immagini cruente di disastri ambientali, guerre, miseria, ecc)

Popoli di tutto il mondo, di tutte le razze, culture e credi, udite con attenzione questo messaggio, trasmesso in questo momento in tutti i canali televisivi, stazioni radio e social network. Un attimo della vostra attenzione, per favore.

(breve pausa)

Una volta potevamo anche fare finta di non sapere quali fossero le conseguenze delle azioni compiute contro l’ambiente, contro l’umanità, contro il prossimo, contro i più deboli, contro noi stessi. Vivevamo come se non ci fosse un domani, come se tutto ci fosse dovuto, senza preoccuparci del futuro delle generazioni a venire.
Non dico che abbiamo vissuto come animali, poiché gli animali, che crediamo inferiori a noi in intelligenza, gli animali sanno vivere in simbiosi col resto della natura. Da essa prendono soltanto quello di cui hanno bisogno, senza esagerare, senza ingordigia, senza distruggere, come facciamo invece noi. Gli animali, che non sanno né contare né pesare, sanno quanto ne devono lasciare, per assicurarsi la sopravvivenza, per loro e per i loro figli. Noi no, eppure ci vantiamo dell’uso della parola AMORE. Che amore è questo? Cosa lasciamo ai nostri figli? Neanche dell’aria che respireranno ci siamo preoccupati finora. Cosa mangeranno? Con quale acqua si disseteranno?Cosa dovranno fare per sopravvivere? Che leggi governeranno le loro vite? Potranno essere felici, nel mondo che lasciamo a loro?
Siamo intelligenti, e sappiamo usare la parola amore. Ma siamo mille volte più stupidi ed egoisti degli animali! Ora, però, è sempre più difficile fare finta di non sapere cosa stiamo facendo. Ora siamo costretti a vedere cosa abbiamo fatto alla nostra Madre Terra e ai nostri fratelli. Sappiamo benissimo verso cosa stiamo andando incontro_ la nostra estinzione. A questo abbiamo contribuito un po’ tutti, attivamente o passivamente, chi di più e chi di meno. Sarebbe semplice incolpare soltanto i politici, gli uomini potenti, le classi dirigenti. Ma la colpa non è soltanto loro. Ci è sempre piaciuto non assumere le nostre responsabilità, dando l’intera colpa a loro. Che ragionamento furbo, per vivere senza sensi di colpa! Siamo tutti colpevoli, invece! E lo sappiamo benissimo! E sappiamo anche quali sono le nostre colpe individuali, una per una. Siamo colpevoli, tutti quanti, ma abbiamo ancora un’ultima possibilità.

(breve pausa)

Non sono un’entità divina, né voglio annunciarvi l’arrivo di un messia o la fine del mondo. Sono Amalia, una umana come voi. Ho due compiti da svolgere, però.
Il primo è quello di annunciarvi l’imminente apertura di una porta temporale, che permetterà di farci accedere alla Nuova Era. Il secondo è quello di informarvi delle regole base, delle regole essenziali che la Nuova Società dovrà rispettare. Sono una sorta di linee guida abbastanza chiare e semplici, basate sul rispetto verso il prossimo e verso la natura, senza spazio per malintesi.
Ebbene, andiamo al dunque, poiché questo annuncio non ha secondi scopi.

(breve pausa)

La porta temporale, di cui vi ho parlato, si aprirà ad Alessandria, presso il forte della Cittadella, il ventidue dicembre, all’alba, e si chiuderà al tramonto. Nessuno è obbligato a restare in questa era o entrare in quella nuova. Ognuno decide solo per sé.
Chi desidera veramente diventare un prototipo dell’uomo/donna ideale, non deve preoccuparsi dei modi con cui raggiungere la città di Alessandria. Un esercito speciale si occuperà della mobilitazione dei candidati in difficoltà.
Gli ultimi, gli abbandonati, i dimenticati in mezzo alla miseria e prigionieri di questo mondo malvagio, si troveranno direttamente nella Nuova Era, prima di qualunque altro.
Chi decide di rimanere, non soffrirà alcuna punizione. Non sarà il giorno del giudizio finale, per carità! Vuol credere che questo mondo, nonostante tutto, sia ancora vivibile, andando avanti come si è fatto finora? Bene! Rimanga pure! Vuol credere che questo mondo abbia abbastanza risorse per assecondare tutti i capricci dell’uomo? Bene! Rimanga pure! Ha paura che questa Nuova Era sia una trappola? Bene! Rimanga pure! Non se la sente di rispettare le nuove regole? Bene! Rimanga pure! La vita va avanti, sia per chi rimane, come per chi parte!

(breve pausa. Cambiano le immagini. Ora scorrono bellissime immagini della natura e di convivio fra i diversi popoli)

Eccovi quindi le regole su cui si reggerà la società nella Nuova Era:

Regola numero uno: Vivere in simbiosi con la natura, mettendo la sua preservazione al primo posto, in ogni progetto, in ogni azione, in ogni fine.

Regola numero due: Non ci saranno né armi né alcuna guerra. Mai.

Regola numero tre: Tutti hanno il diritto di vivere dignitosamente, ovvero avere un’occupazione, una casa e acqua e cibo in quantità e qualità.

Regola numero quattro: Tutti, uomini e donne, hanno diritto all’istruzione e alla cultura. Ogni bambino/a verrà aiutato a sviluppare le propria capacità e indirizzato secondo la propria vocazione.

Regola numero cinque: Non esisteranno né fabbriche, né coltivazioni intensive, né allevamenti in batteria, producendo soltanto ciò che viene consumato, senza sprechi.

Regola numero sei: Tutta l’energia usata dovrà essere pulita.

Regola numero sette: Sono vietate tutte le religioni, ma permesse le pratiche gnostiche. Ognuno può avere una fede, purché la viva per sé.

Regola numero otto: Ognuno sceglie il proprio lavoro in base alla propria vocazione.

Regola numero nove: Tutti devono avere tempo da dedicare a se stessi e alla propria famiglia.

Regola numero dieci: Tutti sono tenuti a collaborare alla pulizia della terra e a smantellare ogni scempio creato dall’uomo.

(breve pausa. Spariscono le immagini)

Chi è fermamente convinto della validità di queste regole, intenzionato a migliorare quotidianamente il mondo in cui vivrà, consapevole della responsabilità delle proprie azioni, può diventare un prototipo dell’Uomo Ideale, nella Nuova Era.
Avanti gli spiriti liberi, avanti gli artefici del bene e della bellezza! Questa libertà è un dovere!

(buio)

voce di Dino:

(30)

a Tutto il discorso è stato scritto

b Senza lasciare spazio all’errore.

a Oh, ascoltate il chiaro editto,

b Se volete scappare dall’orrore

a Di questo mondo sempre in conflitto.

b Le regole ci rendono onore:

c Non sono furbe, ma intelligenti,

c Perfette per gli esseri viventi!

Pubblicato da Francesca Parrilla

Promoter culturale e attrice

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