Sala della Gran Guardia a Padova: la mostra “WE THE PEOPLE”

“WE THE PEOPLE” / Alessandro Amaducci, Aqua Aura, Valentina Biasetti, Greta Bisandola, Alessio Bolognesi, Gianluca Bonomo, Riccardo Cavallini, Pierluca Cetera, Marco Chiurato, Roberta Coni, David Dalla Venezia, Simone Del Pizzol, Enrico Ferrarini, Franz Chi, Laura Fortin, Alfonso Fortuna, Daniele Fortuna, Davide Gemin, Ettore Greco, Eleonora Manca, Eliana Marinari, Nico Mingozzi, Raffaele Minotto, Silvia Papas, Ioan Pilat, Davide Puma, Emanuele Sartori, Pierantonio Tanzola, Massimiliano Usai, Nicola Vinci

4 Maggio – 2 Giugno 2021
Sala della Gran Guardia, Padova.

A cura di Elisabetta Bacchin, Enrica Feltracco, Elisabetta Maria Vanzelli, Massimiliano Sabbion e Matteo Vanzan.

Comunicato stampa: mostra “We the People” di Padovanet

“In questo periodo così complesso da vivere emotivamente, il volto ci è quasi stato rubato nella sua essenza primaria, ci rimane solo lo sguardo.
È forse proprio da questa privazione che è nata l’idea di chiedere a una trentina di artisti contemporanei di restituirci, attraverso la loro espressività artistica, quelle emozioni che ci sono state tolte.
Quarantasei muscoli facciali regalano un’infinita gamma di espressioni, agli artisti il compito di enfatizzare, caratterizzare e quindi indagare il volto o l’atteggiamento, attraverso pittura, scultura, video art e fotografia”.

Il Comune di Padova promuove la mostra “We the People”, curata da Elisabetta Bacchin, Enrica Feltracco, Elisabetta Maria Vanzelli, Massimiliano Sabbion e Matteo Vanzan.
L’esposizione aprirà al pubblico il 4 maggio nella splendida Sala della Gran Guardia di Padova.
La mostra è stata realizzata grazie al contributo di People srl, Despar Aspiag srl e la collaborazione di Blonde and Brains – Marketing and Brand Ideas, Bottega Immobiliare Padova, MV Eventi, Tipografia Gotica e Assioma Service srl Broker Assicurazioni.Proporzioni armoniche nei volti antichi, studio di emozioni ed espressioni che si susseguono nei secoli dai ritratti celebrativi dell’età romana fino al Rinascimento: volti ricercati, analizzati nel tempo e nelle espressioni più varie.
Dal busto di Nefertiti ai visi rigati di lacrime di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, dalle passioni ritratte in Caravaggio, all’estasi di Santa Teresa del Bernini, ai volti Impressionisti e ai visi Espressionisti, alle disgregazioni e ricomposizioni del XX secolo, dalle Avanguardie artistiche agli scatti fermati nelle foto e nei video fino ai moderni selfie, alla modifica di un viso nel tempo e nella accezione, tutta contemporanea, di poter plasmare, cambiare e creare un nuovo aspetto, una nuova bellezza, un volto che rimanga nell’identificazione di un processo di riconoscimento del sé come naturale approccio verso l’Io e verso gli altri.
“We the People”, noi la gente, è l’insieme di volti, di emozioni ed espressioni senza distinzioni di razza, colore e sesso.
Per questo i curatori hanno pensato di invitare trenta artisti per dialogare insieme di volti attraverso la creazione di opere site specific, tra scultura, pittura, video-art e fotografia, o prestando dei lavori che sono affini al tema trattato.


Orari di apertura della mostra
Dal 4 maggio al 2 giugno 2021, alla Sala della Gran Guardia – Padova
Da martedì a domenica: dalle ore 9:30 alle 12:30  e dalle 16:00 alle 19:00
Nel weekend ingresso solo su prenotazione. Nella sezione “Documenti” di questa pagina è disponibile il comunicato stampa completo della mostra.

COMUNICATO STAMPA
“WE THE PEOPLE”
4 Maggio – 2 Giugno 2021
Sala della Gran Guardia, Padova
In questo periodo così complesso da vivere emotivamente, il volto ci è quasi stato rubato nella sua
essenza primaria, ci rimane solo lo sguardo.
È forse proprio da questa privazione che è nata l’idea di chiedere a una trentina di artisti
contemporanei di restituirci, attraverso la loro espressività artistica, quelle emozioni che ci sono
state tolte.
Quarantasei muscoli facciali regalano un’infinita gamma di espressioni, agli artisti il compito di
enfatizzare, caratterizzare e quindi indagare il volto o l’atteggiamento, attraverso pittura, scultura,
video art e fotografia.
Il Comune di Padova promuove la mostra “We the People”, curata da Elisabetta Bacchin, Enrica
Feltracco, Elisabetta Maria Vanzelli, Massimiliano Sabbion e Matteo Vanzan. L’esposizione aprirà al
pubblico il 4 Maggio nella splendida Sala della Gran Guardia di Padova.
La mostra è stata realizzata grazie al contributo di People srl, Despar Aspiag srl e la collaborazione
di Blonde and Brains | Marketing and Brand Ideas, Bottega Immobiliare Padova, MV Eventi,
Tipografia Gotica e Assioma Service srl Broker Assicurazioni.
Nell’ultimo anno la Pandemia ha, tra le altre cose, trasformato le nostre abitudini e in parte
nascosto il nostro volto, scrigno della nostra identità, del nostro essere.
Il volto nella storia dell’arte è stato raccontato e analizzato in ogni sua forma o espressione. A
seconda delle epoche storiche lo abbiamo visto rappresentato in modo realistico, idealizzato,
stilizzato, deformato, visionario, frammentato, scomposto e ricomposto.
Proporzioni armoniche nei volti antichi, studio di emozioni ed espressioni che si susseguono nei
secoli dai ritratti celebrativi dell’età romana fino al Rinascimento: volti ricercati, analizzati nel
tempo e nelle espressioni più varie.
Dal busto di Nefertiti ai visi rigati di lacrime di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, dalle passioni
ritratte in Caravaggio, all’estasi di Santa Teresa del Bernini, ai volti Impressionisti e ai visi
Espressionisti, alle disgregazioni e ricomposizioni del XX secolo, dalle Avanguardie artistiche agli
scatti fermati nelle foto e nei video fino ai moderni selfie, alla modifica di un viso nel tempo e nella
accezione, tutta contemporanea, di poter plasmare, cambiare e creare un nuovo aspetto, una
nuova bellezza, un volto che rimanga nell’identificazione di un processo di riconoscimento del sé
come naturale approccio verso l’Io e verso gli altri.
WE THE PEOPLE, noi la gente, è l’insieme di volti, di emozioni ed espressioni senza distinzioni di
razza, colore e sesso.
Per questo i curatori hanno pensato di invitare trenta artisti per dialogare insieme di volti

attraverso la creazione di opere site specific, tra scultura, pittura, video-art e fotografia, o
prestando dei lavori che sono affini al tema trattato.
“Il volto, un ritratto, empatico o imperscrutabile, una raffigurazione dell’animo o la ferocia del
realismo, l’ego come centro del mondo o l’uomo come rappresentazione di un gruppo o di un
«popolo», tutto questo ora è possibile riaverlo attraverso l’ingegno degli artisti. L’arte, attraverso
la rappresentazione di un volto, ci regala tutta la forza di quel racconto visivo, fatto di sguardi,
ammiccamenti, sorrisi, smorfie di dolore o di ribrezzo e che sono propri della fisiognomica”.
Così descrive il fascino del volto uno dei cinque curatori Enrica Feltracco, che continua
raccontando la genesi della mostra e del suo nome: “ questo titolo non è stato scelto a caso,
immagino possa suggerire a molti l’esordio della costituzione americana, ma in realtà è un inno a
quel miscuglio d’individualità e collettività su cui si reggono le società e le culture contemporanee.
La libertà che ci regala questa mostra è tutta nelle mani degli artisti e della loro creatività, dove
attraverso le più personali interpretazioni del volto sarà possibile cogliere la nostra
contemporaneità”.
Elisabetta Maria Vanzelli ricorda un altro importante aspetto: “come questa pandemia abbia
colpito, globalmente, la cosiddetta “civiltà dell’immagine”, un mondo virtuale invaso da
‘autoscatti’ perpetui, il cui senso è evidentemente quello di convalidare, in ogni sua azione, la
presenza dell’essere umano.
La condivisione reale di un’espressione, di uno sguardo o di un sorriso trasmette chiaramente
molto più di quanto un selfie possa esprimere e se è vero che, com’è stato lungamente dimostrato
dall’arte del secondo Novecento, il corpo, e con esso il volto – suo acme – ampliano l’orizzonte
delle pratiche artistiche a una gestualità e a una corporeità diversamente impercorribili, resta da
capire come poter riscrivere – nell’oggi più immediato – le storie che abitano il nostro corpo e che,
nel caso specifico di questa mostra, accompagnano la semantica del nostro volto”.
Massimiliano Sabbion approfondisce il volto nella storia dell’arte: “Numerosi i ritratti e gli
autoritratti compiuti in ogni epoca, l’immagine riprodotta diventa la mimesi della realtà che
restituisce pregi e difetti di chi è ritratto.
Con tratti e colori, su tela, scultura, fotografia e video gli artisti fissano un segno e una presenza
tangibile per l’identificazione e una memoria di sé: dai ritratti nell’arte classica costruiti attraverso
canoni e regole, alla presenza ieratica e astratta idealizzata nel sacro, fino alla presa di coscienza
di emozioni umane nei volti dipinti, ad esempio, da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova
dove egli stesso si autoritrae poi nel Giudizio Universale”.
Elisabetta Bacchin si focalizza sul Novecento “che ha rappresentato una svolta cruciale nella storia
dell’uomo e dell’arte. La dottrina psicanalitica di Sigmund Freud ha condotto alla disgregazione
della percezione unitaria dell’io, ridefinendo completamente la concezione della psiche. Poco
prima, Albert Einstein aveva fatto l’eccezionale scoperta della relatività del tempo e dello spazio.
Due Guerre Mondiali si sono susseguite a pochi anni di distanza l’una dall’altra, lacerando il
tessuto sociale e lasciando nelle persone ferite inguaribili. In questo contesto, l’arte ha messo in
discussione tutti i canoni rappresentativi tradizionali e, con essi, anche la concezione della
raffigurazione del volto è mutata completamente.
Da quel momento in poi, si sono aperte infinite strade per l’esplorazione dell’interiorità umana da
parte degli artisti, la cui nuova libertà espressiva ha portato alle più svariate interpretazioni,
affiancandosi a tutta una serie di sperimentazioni di nuovi mezzi espressivi, dall’uso di materiali
industriali e sintetici alla performance, dalla fotografia alla video arte”.

Matteo Vanzan prosegue approfondendo il concetto della mostra: “non è solamente
un’esposizione di opere che raccontano la vicenda del volto contemporaneo letto attraverso la
pittura, la scultura, la fotografia e la video art, ma è primariamente una mostra che parla di
persone.
Il ritratto ci permette quindi di entrare in contatto con ciascuno di loro, di comprenderne i momenti
più intimi e personali e ricongiungerci al loro atto creativo. Volti acrilici, marmorei, fotografici o
digitali altro non sono se non finzione inserita in una tradizione di cui si perdono le origini;
metafore che ci aiutano a fissare nella mente istanze primordiali e impulsi archetipi. Opere ed
artisti sono ora indissolubili; ricamano la consapevolezza di un’identità mascherata da istanza di
presenza in cui si palesano cancellazioni, deformazioni, presenze, privazioni, plasticità,
compattezza.
Gli artisti in mostra:
Alessandro Amaducci
Aqua Aura
Valentina Biasetti
Greta Bisandola
Alessio Bolognesi
Gianluca Bonomo
Riccardo Cavallini
Pierluca Cetera
Marco Chiurato
Roberta Coni
David Dalla Venezia
Simone Del Pizzol
Enrico Ferrarini
Franz Chi
Laura Fortin
Alfonso Fortuna
Daniele Fortuna
Davide Gemin
Ettore Greco

Eleonora Manca
Eliana Marinari
Nico Mingozzi
Raffaele Minotto
Silvia Papas
Ioan Pilat
Davide Puma
Emanuele Sartori
Pierantonio Tanzola
Massimiliano Usai
Nicola Vinci


Orari di apertura della mostra
Da martedì a domenica: 09.30 – 12.30 / 16.00 -19.00
Nel weekend ingresso solo su prenotazione
Contatti:
Enrica Feltracco enricafeltracco@gmail.com
3471282179
Massimiliano Sabbion maxi.sab@libero.it
3476460999
Giulia Granzotto giuliagranzotto@libero.it
3402793819

Pubblicato da Francesca Parrilla

Promoter culturale e attrice

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