IL PONTE DELL’AMORE

Racconto breve di Sergio PIZIO


La lussuosa e confortevole Villa Cristina sorgeva sulle possenti alture rocciose dell’estesa scogliera le cui pareti verticali si gettavano vertiginosamente a capofitto sul mare, regalando un panorama assolutamente seducente irreale e fiabesco. Il vento caldo di quella splendida mattina di luglio trasportava delicati profumi di fiori di giglio e sambuco deliziando l’olfatto. Il garrito dei gabbiani echeggiava lungo le poderose rocce scure, accarezzate e schiaffeggiate dal continuo sciabordio delle onde del mare che si infrangevano schiumando e frizzando come perlage di spumante.

Francesca finita di farsi una doccia si recò verso la stanza del soggiorno camminando a piedi nudi sulla soffice moquette verde acquamarina, aprendo di seguito le due grandi vetrate scorrevoli che sfociavano nell’ampio terrazzo interamente piastrellato di pregiato marmo bianco, restando a osservare per qualche istante quel panorama paradisiaco che si apriva dinnanzi, respirando avidamente quell’aria profumata.. Successivamente avanzò in maniera decisa raggiungendo la passerella realizzata in vetro infrangibile trasparente ancorata saldamente nella dura roccia scura, la quale si estendeva nel vuoto per circa una decina di metri. Francesca strinse tra le mani i tubolari d’acciaio anodizzato posti su ambedue i lati della passerella, restando a fissare quella lastra di vetro con occhi sbarrati dal senso di oppressione, percependo una crescente angoscia diramarsi in ogni parte del corpo. 

Hai intenzione di passare così l’intera giornata? >> esclamò Cristina in maniera ironica tenendo tra le mani due bicchieri colmi di una fresca spremuta d’arancia. << Impressionante, vero?>>soggiunse ammiccando porgendole il bicchiere.Francesca sgranò gli occhi. << Direi spaventoso>>  esclamò stringendosi nelle spalle, sorseggiando la fresca spremuta.<< Per quale motivo lo hai costruito, tu soffri di vertigini>>Cristina sorrise fissandola intensamente negli occhi.<< Mi sei mancata molto lo sai? >>Francesca annuì dondolando il capo. << Anche tu>> mormorò abbracciandola, socchiudendo per qualche secondo le palpebre, provando una forte emozione tracimare con impeto nel cassetto dei ricordi.<< Adoperi ancora quel profumo >> pronunciò Francesca con un filo di voce, cercando di reprimere lo tsunami emotivo.<< Non ho mai smesso di farlo, non ci riesco >> sussurrò con voce immersa all’interno di un nostalgico sorriso.<< Certo, capisco cosa intendi dire…>><< Ti seguo sempre lo sai? >> esclamò Cristina cambiando discorso e tono di voce allontanando quell’ombra malinconica.<< Cosa…? >> << La tua pagina Facebook, i tuoi meravigliosi dipinti e le mostre delle gallerie d’arte dove esponi i quadri, le interviste che rilasci alle riviste specializzate dedicate all’arte  e cultura della tecnica riguardante la prospettiva del disegno e dei colori associati alle ombre e riflessi per dare al dipinto stesso un’anima >>Francesca spalancò i grossi occhi azzurri diventati improvvisamente lucidi, portandosi ambedue le mani sul viso.<< Mio Dio…proprio così le sensazioni che provo nel dipingere lambiscono dimensioni surreali e introspettive, così intense da provare una forte emozione >> esclamò con enfasi.<< Sono felice e sorpresa allo stesso tempo >><< Non ti seguo solamente virtualmente su Facebook, sono stata presente in quasi tutte le tue esposizioni nelle gallerie d’arte: Roma,Parigi, Montreal, Austria, Madrid e l’ultima a gennaio a Londra >><< Che cosa, perché non mi hai mai detto nulla neppure durante l’ultima telefonata >> sbottò Francesca fissandola negli occhi.<< Perché questo è il tuo momento, la pagina della tua vita >><< Ma che stai dicendo, invece sarei stata felicissima di poterti vedere seduta in prima fila, avrei attinto sicuramente più coraggio nell’incrociare il tuo sguardo>><< Non ne hai bisogno sorellina>> commentò Cristina. << Hai sempre dimostrato un’eccellente capacità nel comunicare con le persone, parlando dei tuoi lavori con assoluta chiarezza>>Seguì una breve pausa, nella quale le due sorelle sorseggiarono la spremuta d’arancia osservando la linea di confine che univa il cielo con il mare immergendosi totalmente in quella poesia di immagine.

<< Come sta lui >> domandò Francesca continuando a fissare il mare.<< Davvero ti interessa saperlo?>><< Abita ancora a Lugano con quella giovane troietta? >> soggiunse Francesca con tono sarcastico e sprezzante.<< Stanno ancora insieme >> confermò Cristina seguendo con lo sguardo il volo di un gabbiano. << Dipingerai qualcosa in questi giorni, qui puoi trovare l’ispirazione per…>><< Hanno dei figli? >> esclamò Francesca con foga.Cristina sospirò rimanendo in silenzio.<< Ti ho chiesto se hanno hanno dei figli >> insistette Francesca.<< Si, un figlio >> Francesca emise una breve risatina nervosa, voltandosi verso la sorella assumendo in volto un’espressione inquietante..<< Caspita che bel quadretto di famiglia: un padre bastardo una troietta e un bastardino di fratello…>><< Basta così >> sbraitò la sorella agitando una mano a mezz’aria.<< Non capisci che così ti fai solamente del male, dimenticalo…>><< Come posso dimenticare quello che ha fatto a nostra madre, tu ci riesci…dimmelo Cristina, ci riesci a spegnere la mente quando appaiono quelle scene e quelle urla strazianti…ti prego dimmi se riesci a farlo >> la voce di Francesca si infranse sul volto teso e smarrito della sorella, la quale la strinse a sé fortemente, carezzandole i capelli.<< Hai ragione sorellina non ci riesco e maledico nostro padre per quello che ha fatto, lo maledico con tutta me stessa, ma penso anche che la vita continua e bisogna viverla seppure con il cuore che sanguina >>Francesca annuì con un gesto della testa.<< Non doveva morire la mamma >> mormorò digrignando i denti.<< Hai ragione. Per questo motivo continuo a mettere il suo profumo, mi sembra di averla sempre accanto sostenendomi per affrontare i momenti in cui la vedo spirare sotto i colpi di bastone inferti da quel bastardo alcolizzato con inaudita violenza, provando dolore rabbia e frustrazione >><< Lei ci nascose all’interno della legnaia per proteggerci>> ricordò Francesca con occhi lucidi.Rimasero abbracciate ancora per qualche minuto, consolandosi a vicenda, riprendendo a discutere di altre cose.<< Non mi hai ancora detto perché hai costruito quella strana passerella >> domandò Francesca indicandola con lo sguardo .<< Anche un ingegnere ha le sue stravaganze. Aspettami qui vado a prendere una cosa >> pronunciò Cristina dirigendosi rapidamente all’interno del soggiorno. Ritornando subito dopo con una foto stretta in una mano.<< Osserva questa foto Francesca>><< Questa sono io sul treno all’età di diciotto anni>><< Si esattamente, ora voltala e guarda>> esclamò Cristina in maniera complice.Francesca eseguì restando meravigliata nell’osservare il disegno che fece all’epoca, una passerella analoga a quella costruita da sua sorella e una frase che recitava:”Ci incontreremo a metà percorso sospesi nel baratro della vita sostenuti dall’amore ”   ciao mamma. 

Pubblicato da Francesca Parrilla

Promoter culturale e attrice

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