Sweet Dolls Alessandria Cristiana De Giglio ha fondato nel 2011 le Sweet Dolls Alessandria , gruppo vintage, retrò, burlesque. Ha prodotto il Burlypics Italia per alcuni anni, dirige insieme a Sophie Sapphire e Candy Bloom il sito nazionale del burlesque Burlesque News
Il 9 luglio presso Stazione Birra le Sweet Dolls presenteranno un pezzo di “Musiclesque” ovvero un nuovo progetto che propone un melange tra l’allegria e l’energia dei musical e film musicali con la sensualità e ironia del burlesque.
Si riprende lentamente un po’ di normalità, ma non è facile. Con immenso piacere le Sweet Dolls annunciano la loro partecipazione a un evento che si svolgerà a Roma presso la Stazione Birra, un grande locale che ha la possibilità di organizzare nuovamente eventi e serate.
Il That’s Amore festival è organizzato da uno staff consolidato di artiste romane (Sophie Sapphire e Ann da Loose) per dare la possibilità di esibirsi finalmente dal vivo.
Il 9 luglio esibizioni di scuole, gruppi di tutta Italia, sfilata di moda, mercatino vintage e la serata successiva un festival legato al mondo scintillante del burlesque anche con artiste straniere. L’organizzazione da tempo sta lavorando con impegno perché sia davvero una grande festa, una ripartenza per lo spettacolo e la condivisione dal vivo come deve essere.
Le Sweet Dolls – spiega Cristiana De Giglio- con grande gioia partecipano a questa reunion importante per dare spazio a varie tipologie di spettacolo, ma pensando alla realtà alessandrina, si rileva la evidente difficoltà di potere mettere in scena spettacoli, esibizioni a causa della mancanza di spazi e strutture idonee.
La mancanza di un teatro in una città è decisamente incredibile e insopportabile e molti locali che davano la possibilità di esibirsi e fare eventi, sono in serie difficoltà e alcuni hanno addirittura chiuso.
L’augurio è che si lavori per poter dare spazio alle varie e numerose forme artistiche della città, dalle scuole di danza, ai gruppi teatrali e musicali che sono decisamente essenziali per la crescita socio-culturale, nonostante si sia fatto credere il contrario. Il potenziale alessandrino è ricco di offerta dal Conservatorio alle scuole di teatro, scuole di danza, gruppi musicali, pittori, fotografi, scrittori insomma personaggi illustri hanno fatto parlare di sé e sarebbe bello si ripartisse in questo senso per sentire parlare ancora di Alessandria.
“La ragazza con la valigia” presso il Museo della Gambarina in Alessandria (Italy) dal 4 al 30 giugno 2021
Anna Gatto
Anna Gatto, nasce il 23 dicembre 1957 a Novi Ligure, Alessandria. Si diploma al Liceo Artistico N. Barabino, e frequenta la facoltà di Architettura presso l’Università di Genova tralasciando la tesi. Nel 1983 si sposa e collabora per diversi anni col marito Ingegnere, ma l’interesse maggiore è per la famiglia.
Riprende i pennelli, gli studi e si laurea “Architetto” nel dicembre 2007, nel 2008 pubblica il libro: “Guarda in su, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu”. Le sue opere sono compiute con diverse tecniche: olio, acrilico, creta, resina, ecc.
Ha partecipato a numerose collettive e personali in Italia ed all’estero, tra le quali la Biennale del Libro d’Artista del 2012 di Padova con il libro “Frammenti” (http://biennalelibrodartistapadova.blogspot.it/, www.ilmiolibro.it) che ha poi presentato a Roma e a Milano in ottobre e dicembre 2013 ed ha ottenuto diversi riconoscimenti in ambito letterario e la Biennale d’Arte di Alessandria OMNIA nel 2015.
“Dilatazioni temporali” personale di Anna Gatto presso il Museo Etnografico di Alessandria
ESPOSIZIONE D’ARTE
“DILATAZIONI TEMPORALI”
Anna Gatto presenta nelle sue Opere, una personale visione di un “Tempo Astratto” percepito al rallentatore per prendere coscienza dello svolgimento di un’azione in tutti i suoi dettagli.
L’Esposizione avrà luogo nella prestigiosa sede, quanto mai inerente al tema, del Museo Etnografico “C’era una Volta” della Gambarina, piazza della Gambarina, 1 – Alessandria dal 4 al 30 giugno 2021.
Il vernissage sarà il 4 giugno 2021 alle ore 17,00 con l’intervento del Prof. Ferdinando Caputi, archeologo e conoscitore delle teorie relative al “Tempo” nelle tradizioni delle Antiche Civiltà del mondo.
Questa mostra ci farà addentrare nelle Opere di Anna Gatto sia come artista plastico che come autrice di Libri d’Artista che trattano racconti inediti dove le protagoniste sono donne il cui nome si identifica con borse e valigie d’arte prodotte interamente a mano ed originate dalle tele dipinte.
Sarà una carrellata di forme e di immagini che doneranno emozioni, sensazioni e spunti di riflessione.
“Il Tempo scaduto implica la fine di “un qualcosa” di indefinito a cui siamo appartenuti ed a cui apparteniamo che ci ha tenuto stretti nelle sue maglie come un quotidiano ripetersi di pensieri ed azioni; ci accompagna al Tempo X che è il tempo del Tutto e del Nulla, si trova tra le ore 24:00 e le ore 00:00.
All’apparenza è un tempo che non esiste ma, se ci avvicinassimo come avessimo una lente di ingrandimento, si vedrebbe un enorme Spazio rallentato dove tutti i dettagli di un’azione possono essere accuratamente visionati per prendere così coscienza che l’impossibile è possibile.
Quindi arriviamo al Tempo della Verità dove in una Luce armonica tutto appare limpido e comprensibile, pulito nei dettagli e scevro da ogni male, ed ecco qui la grande Rivelazione, siamo assolutamente consapevoli di avere una diversa concretezza che ci consente di vedere un oggetto o “noi stessi” sotto diversi punti di vista contemporaneamente giungendo così alla visione dell’ ”Io Sono” come creatura immersa nell’Universo e di esserne parte assolutamente indispensabile per il Tempo concessoci.”
“Interconnessione” dal libro “Scrivo per dipingere, dipingo per scrivere” Anna Gatto ci accompagna lungo il percorso della sua mostra Proseguimento e conclusione del percorso della mostra
ARTISTI: Alessandra Bonoli, Elisa Cella, Gian Carla Faralli
PERIODO: 12 giugno / 4 luglio 2021
INAUGURAZIONE: sabato 12 giugno 2021, ore 17
SEDE: Rocca di Umbertide – Centro per l’Arte Contemporanea
ORARIO DI APERTURA: dal Martedì alla Domenica, compresi festivi (10.30 / 12.30 – 16,30 / 18.30); Lunedì chiuso.
L’evento è organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Umbertide.
Sabato 12 giugno (ore 17) alla Rocca di Umbertide verrà inaugurata, alla presenza del Sindaco, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Umbertide, del curatore Giorgio Bonomi e delle artiste, la mostra d’arte contemporanea TREARTISTETRE.
La mostra continua la serie di esposizioni con artiste di genere femminile, iniziata nel 2016 e riproposta nel 2019. Infatti anche questa volta vengono proposte tre artiste che operano con diverse poetiche e differenti tecniche: Alessandra Bonoli è scultrice, Elisa Cella pittrice e Gian Carla Faralli fotografa. Con tre “personali” queste artiste, provenienti da varie parti d’Italia, offrono uno spettro ampio dell’arte contemporanea, dall’astrazione all’arte concettuale, alla fotografia d’arte.
Alessandra Bonoli (Faenza-RA 1956) è scultrice che usa vari materiali: terracotta, ferro, acciaio, cemento, pietra. Alla scultura affianca un’intensa pratica di disegno – questo solo apparentemente sembra un semplice progetto, mentre in realtà è un’opera autonoma, autosufficiente per le sua qualità, sia quando il disegno è su tela o su carta sia quando è realizzato su una fotografia di uno spazio reale in cui si potrebbe collocare la scultura disegnata – e di poesia che l’artista chiama “disegno scritto”.
Ecco come definisce la sua opere: “Non concepisco la scultura in quanto corpo ma in quanto luogo […]. Scultura, quindi, non come possibile architettura nello spazio ma come possibile architettura dello spazio”. Così, se le sue sculture richiedono spazi ampi per quelle di grandi dimensioni, per quelle di minori misure i locali della Rocca costituiscono un eccellente contenitore che, nel dialogo tra antico e contemporaneo, ci pare accrescano l’emozione della percezione.
La scultura di Bonoli è astratta ma evocativa di suggestioni ancestrali e di razionalità logiche: la linea retta e la curva, la verticalità e l’orizzontalità si alternano, la staticità e il movimento (circolare e lineare) coesistono, l’energia e il riposo si avvicendano, come anche la durezza e la morbidezza. Un’opera, quindi, capace di suscitare sensazioni liriche e di stimolare il pensiero.
Gian Carla Faralli (Castiglion Fiorentino-AR 1957) è fotografa con una grande predisposizione alla ritrattistica. I suoi ritratti, sia di donne che di uomini, nudi o no, di dirigenti d’azienda o di persone comuni, di preferenza si soffermano sui primi piani e sul contrasto di luci che si crea sui volti, sui corpi e nelle ambientazioni, accresciuto dal prevalente uso del bianco e nero.
Accanto alla ritrattistica di altri, Faralli ha un grosso corpo di autoritratti di cui presentiamo una selezione della serie del 1987, Dialogo interno, dove lei appare nuda nella sua bellezza e luminosità, data dal contrasto della pelle candida con lo sfondo scuro. La stessa dialettica tra bianco e nero la troviamo anche nei ritratti di una coppia in cui la villosità di entrambi si confronta con la chiaritudine dell’epidermide di lei.
I corpi che vediamo nelle immagini superano l’elemento soggettivo, presentandosi come masse scultoree, solide e forti, marmoree. Talvolta l’artista assume, senza il minimo di retorica, posizioni “classiche” che ricordano opere d’arte del passato oppure si “cela” autoritraendo la sua ombra la quale, sappiamo, è l’immagine dell’animo, che sempre ci accompagna.
Ma Faralli non fotografa solo esseri umani, infatti con altrettanta perizia e poeticità realizza still life e paesaggi di cui diamo alcuni esempi.
Elisa Cella (Genova 1974, vive a Monza) è matematica di formazione e la forma mentis scientifica si riflette nei suoi lavori che si presentano come moltiplicazione della sua forma geometrica prediletta, il cerchio. Questo può riempire l’interno di figure, ad esempio umane o botaniche, oppure l’insieme di una ramificazione che potrebbe essere senza fine. Così le sue immagini appaiono sia come forme geometriche – tanto euclidee quanto frattali –, sia come elementi biologici – cellule, reti neuronali, moltiplicazioni cellulari, sinapsi eccetera –, sia come componenti della chimica e della fisica – atomi, molecole, energia. Anche i titoli delle sue opere risentono della matematica: “topologia”, “complementari”, “astrazioni”.
In Cella la matematica e la biologia si fanno arte: ecco il disegno di ottima fattura ma che, volutamente, lascia qualche punto di imperfezione; ecco la scelta prevalente del bianco e nero che però non evita il colore, soprattutto, ma non sempre, monocromo; ecco l’uso dell’olio sull’acrilico che provoca un rilievo e dà all’opera l’aspetto di un ricamo (bianco su bianco); ecco l’impiego di materiali plurimi, carte, tele, ferro. Le composizioni si offrono sempre con equilibrio e una complessità semplice, se ci si passa l’ossimoro.
C’è, nei suoi lavori, un senso di simmetria, di controllo delle forze centrifughe e centripete che mostrano una resistenza all’entropia e, sebbene alcune immagini possano ricordare quelle del terribile virus SARS-CoV-2, danno un segno di speranza, se non proprio di sicurezza.
TREARTISTETRE
Alessandra Bonoli
Elisa Cella
Gian Carla Faralli
a cura di Giorgio Bonomi
Rocca di Umbertide Centro per l’arte Contemporanea
12 giugno – 4 luglio 2021
TREARTISTETRE è il terzo appuntamento nella Rocca di Umbertide che vede la presenza di tre artiste di genere femminile e che, come nelle precedenti edizioni, presenta una scultrice, una fotografa e una pittrice.
La scelta di genere non è una sorta di risarcimento all’emarginazione che le donne artiste hanno subito né un omaggio alle “pari opportunità”, è solo frutto della nostra, oramai più che trentennale, convinzione che le donne in arte esprimano, complessivamente, e al di là delle differenze individuali, valori assai alti.
ALESSANDRA BONOLI
Alessandra Bonoli nel 1975 si diploma all’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica di Faenza e, nel 1979, all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 1976 partecipa a numerose personali e collettive sia in Italia che negli USA, Germania, Svizzera, Lussemburgo, Olanda e Messico.
Dal 2000 collabora con il musicista tedesco H. J. Gerung che ha musicato molte delle sue poesie, presentandole in vari eventi pubblici tra cui nelle cattedrali di Zurigo (CH) e di Costanza (DE). Nel 2007 ha ricevuto il Primo premio di Scultura Rocco Addamiano a Nova Milanese (MI) e, nel 2012, è in mostra tra gli 8 Finalisti del Premio CubeCultura 2012 del Concorso Internazionale di Scultura per la realizzazione di TorreCube2, a Guadalajara (Mexico). Sue grandi installazioni permanenti si trovano a Riva del Garda (TN), Corno di Rosazzo (UD), Mirabello (FE), Tortolì (OG), Gubbio e Spoleto (PG), Siderno (RC), Faenza (RA), Tirolo (BZ), Ravenna, Montefiore Conca (RN), Aalen (DE).
GIAN CARLA FARALLI
La storia fotografica di Gian Carla Faralli inizia con un intimistico interesse verso il paesaggio, per scoprire successivamente la ritrattistica nelle sue varie forme. La scelta del bianco e nero è sempre stata preponderante e più congeniale per stabilire una sua personale impronta di stile e di visione del soggetto. Solo con l’avvento del digitale ha introdotto un graduale e più frequente uso del colore. Ha partecipato, tra le altre, ad esposizioni presso la Galleria d’Arte L’Ariete di Bologna, Palazzo Penna a Perugia, IX Biennale Paraxo, Spoleto Festival dei Due Mondi, Ferrara Centro di Studi Etnologici e preso parte a workshop, tra i quali Moda con Fabrizio Ferri e art director Franco Fontana. È presente nel volume di Giorgio Bonomi Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea, Vol. I, ed. Rubbettino, 2012.
ELISA CELLA
Elisa Cella ha studiato Matematica all’Università Statale di Milano. Nel 2021 è vincitrice di Master Artist a cura di Giacinto Di Pietrantonio, Luca Rossi e Marco Rosa ed è finalista di Exibart Prize 2020. Recentemente ha esposto nelle collettive Esercizi di purezza, Galleria Villa Contemporanea, Monza, 20×20 eventi 2020!, Galleria UnimediaModern Contemporary Art, Genova, a cura di Caterina Gualco e Seven – l’arte interpreta i sette vizi capitali, Monastero della Misericordia, Missaglia (LC) a cura di Simona Bartolena ed Armando Fettolini. Nel 2020 il suo disegno 19-C10, entra nella collezione permanete della Civica Raccolta del Disegno di Salò (BS), a cura di Anna Lisa Ghirardi. Dal 2019 il suo lavoro in ferro 19-C25 è esposto permanentemente al Museo di Arte Contemporanea di Lissone, a cura di Alberto Zanchetta ed allo stesso anno risale la personale L’impossibilità del reale, Galleria Villa Contemporanea, Monza (MB), a cura di Leda Lunghi.
Rinascite – La società del rischio è un viaggio attraverso l’arte e la sociologia che si guardano in un abbraccio vicendevole. Sette artiste/i con le loro opere si aprono al dialogo con i sociologi e i liberi pensatori.
La nostra società squilibrata dal consumo di massa ha portato alla pandemia e ancora fatica a capire l’urgenza della svolta, mentre i cambiamenti climatici incombono oramai sul futuro prossimo.
Con la pandemia ci siamo ritrovati ad essere corpi inermi, vite spezzate nell’isolamento.
La voglia di ripartire, di guardare verso una rinascita porta le artiste/a per la mostra di Artists.Sociologists a proporre opere in cui la sofferenza vissuta è palesata insieme all’armonia che valorizza il quotidiano, il saper guardare in sé e alla struggente bellezza della natura così unita a noi e al nostro unico futuro possibile, quello del guarire guarendo Lei.
Gli amici sociologi e i liberi pensatori dell’associazione Artists.Sociologists, nei mesi successivi all’apertura di Rinascite – La società del rischio saranno chiamati a scrivere, lasciandosi “contaminare” dalle opere al BACS Between Contemporary Art and Sociology di Leffe (BG), per attivare uno sguardo sociologico di cittadinanza attiva, come quello che spinge gli artisti a creare i loro lavori.
La mostra è la seconda edizione ideata con la curatela dell’artista Patrizia Bonardi pensando all’omonimo libro di Ulrich Beck “La società del rischio”, capolavoro ambientalista degli anni ’80 del sociologo tedesco anticipatore del concetto di rischio ambientale, insito nella logica del profitto come principale nemico per gli abitanti di una società globalizzata.
Durante l’inaugurazione la sociologa Conchita Siliquini che lavora in campo sanitario presenterà il saggio di Beck, valorizzandolo alla luce della pandemia ancora in corso.Gli scritti dedicati alla mostra verranno raccolti in un volume che l’associazione Artists.Sociologists pubblicherà nel 2022.
Presso Dino Zoli Group, Fondazione Dino ZoliViale Bologna 288, Forlì
Partecipa Massimo Sansavini
Fino a Venerdì, 10 Settembre, 2021 – 12:45
Rotonda dei fiori – Prima-Vera. La natura fuori – Massimo Sansavini
Comunicato
Giovedì 10 giugno, alle ore 17.30, sarà inaugurata la grande rotatoria realizzata da Dino Zoli Group all’ingresso della città con un’installazione dell’artista forlivese Massimo Sansavini. Saranno presenti le autorità cittadine. A seguire, si terrà l’opening della mostra “Prima-Vera. La natura fuori”, allestita presso la Fondazione Dino Zoli con il patrocinio del Comune di Forlì.
Collocata tra viale Bologna e via Circonvallazione Nord-Est, a pochi passi dal quartier generale del Dino Zoli Group e dalla sede della Fondazione Dino Zoli (viale Bologna, 288), l’opera diventa, inoltre, un simbolo tangibile dell’impegno del Gruppo a sostegno dell’arte, della cultura e del territorio.
«Da sempre – dichiara il patron Dino Zoli – realizzo progetti accomunati dalla bellezza, ritengo che sia una qualità che porta benessere a chiunque abbia la possibilità di entrarci a contatto. Quando c’è stata la possibilità di partecipare al bando per la gestione della Rotonda ho pensato a come restituire al territorio un luogo in cui un’opera d’arte potesse accogliere con creatività e bellezza chi si appresta ad entrare nella mia città, Forlì. La vicinanza con le sedi delle aziende del Gruppo e della Fondazione Dino Zoli fanno di questo spazio un simbolo anche per le nostre attività».
«Ci siamo affidati a Massimo Sansavini – aggiunge Monica Zoli, socia del Dino Zoli Group – perché condividiamo i valori che caratterizzano i suoi progetti, come nel caso della mostra “Touroperator”, che nel 2017 aveva portato alla Fondazione Dino Zoli una serie di sculture costruite con i legni dei barconi naufragati nel Mediterraneo e depositati a Lampedusa. Oggi, il tema del “giardino fiorito”, che avevamo definito nel 2015 in concertazione con l’artista, si carica di nuovi significati, diventando testimonianza di gioia, rinascita e fiducia nel domani, dopo mesi particolarmente difficili. Una rotonda dei fiori, un inno alla Primavera, un’energia gioiosa, ricca di colori caldi, che si rigenera e rifiorisce in tutto ciò che ci circonda».
Sulla base della conformazione della rotonda e in relazione al contesto urbano, Dino Zoli Group e Massimo Sansavini hanno scelto di progettare un’opera composta da vari elementi, disposti a corona intorno ad un corpo illuminante centrale. Diciassette fiori giganti, con uno stelo di alluminio 4-6 metri di altezza, sostenuti da altrettanti basamenti in metallo. I materiali (alluminio e acciaio) sono tutti riciclabili e di provenienza locale. I pali e le sagome sono stati dipinti con vernici all’acqua. I tecnici e le maestranze specializzate che hanno eseguito l’intervento sono stati reperiti sul territorio.
Il tema naturalistico e floreale ricorre anche nella mostra “Prima-Vera. La natura fuori”, allestita dal 10 giugno al 10 settembre 2021 presso la Fondazione Dino Zoli. Il percorso espositivo comprende dieci opere a parete in lamina di metallo e pittura digitale appartenenti all’ultima produzione dell’artista intitolata “Supernatural”, accanto al una selezione di lavori sagomati del ciclo “Littlegarden”, disposti a creare una composizione.
«Ogni artista – spiega Massimo Sansavini – cerca di catturare l’attenzione dello spettatore facendolo riflettere, divertire o provocandolo. In questo contesto, ho cercato di fare riemergere il “fanciullino” che è in noi e che oggi, ancora di più, ha cambiato il proprio modo di vedere le cose. Naturale o innaturale? Le opere in questa mostra sono il frutto di un percorso che racconta quanto di finto ci sia in ciò che riteniamo naturale. Le opere delle serie “Supernatural” e “Littlegarden” ci fanno entrare in una sorta di Paese di Alice, dominato da una natura improbabile dai colori lucidi e sgargianti. Non tutto ciò che è bello, tuttavia, è anche buono…».
Negli spazi della Fondazione Dino Zoli sono, inoltre, presenti alcuni pannelli esplicativi che illustrano il progetto della rotatoria e le diverse fasi realizzative. A corollario della mostra di Sansavini, è presentata una selezione di dipinti a tema naturalistico provenienti dalla collezionedella Fondazione Dino Zoli.
La mostra è aperta al pubblico da martedì a venerdì con orario 9.30-12.30, sabato ore 9.30-12.30 e 16.00-19.00, domenica su appuntamento, chiuso il lunedì. Ingresso libero. Per informazioni: tel. +39 0543 755770, info@fondazionedinozoli.com, http://www.fondazionedinozoli.com.
Massimo Sansavini è nato a Forlì nel 1961. Si è formato all’Accademia di Belle Arti di Ravenna specializzandosi nell’uso di prodotti industriali applicati all’arte contemporanea. Ha collaborato con gallerie, network d’arte e case di moda. Ha realizzato scenografie per programmi televisivi e opere pubbliche monumentali. Nel 2017 è stato ospite della Fondazione Dino Zoli con la mostra itinerante “Touroperator”, che nel 2020 ha ottenuto l’alto patrocinio del Parlamento europeo.
Vi invitiamo a Forlì, giovedì 10 giugno, alle ore 17.30, all’ inaugurazione della grande rotatoria realizzata da Dino Zoli Group all’ingresso della città con un’installazione dell’artista forlivese Massimo Sansavini. Saranno presenti le autorità cittadine. A seguire, si terrà l’opening della mostra “Prima-Vera. La natura fuori”, allestita presso la Fondazione Dino Zoli con il patrocinio del Comune di Forlì.
La rotonda, collocata tra viale Bologna e via Circonvallazione Nord-Est, è stata progettata dall’artista su commissione di Dino Zoli Group vincitore del bando indetto dal Comune di Forlì nel 2015 e sottolinea la vocazione “contemporanea” della città, attraverso un’installazione gioiosa e colorata che si ispira alle meraviglie della natura. A pochi passi dal quartier generale di Dino Zoli Group e dalla sede della Fondazione Dino Zoli l’opera diventa, inoltre, un simbolo tangibile dell’impegno del Gruppo a sostegno dell’arte, della cultura e del territorio.
Il tema naturalistico e floreale ricorre anche nella mostra “Prima-Vera. La natura fuori”, allestita dal 10 giugno al 10 settembre 2021 presso la Fondazione Dino Zoli. Il percorso espositivo comprende opere a parete in lamina di metallo e pittura digitale appartenenti all’ultima produzione dell’artista intitolata “Supernatural”, accanto ad una selezione di lavori sagomati del ciclo “Littlegarden”, disposti a creare una composizione.
Nuova Galleria Morone presenta Hypothesis (per una Collezione), un’esposizione dinamica, in continua evoluzione – divisa in tre atti – che terminerà nel mese di Luglio. Esponendo le opere degli artisti che in dieci anni hanno collaborato ed esposto in galleria dal 2011 ad oggi e nuove proposte, la Nuova Galleria Morone si propone di offrire nuove idee e prospettive collezionistiche. Attraverso un confronto visivo dei vari linguaggi della contemporaneità, le opere di Hypotheis (per una collezione) – Atto II – dialogheranno tra di loro sulla pittura nelle sue varie sfaccetature. La mostra – Hypotheis (per una collezione) – Atto II – sarà visitabile negli spazi della Nuova Galleria Morone dal 7 al 25 Giugno 2021.
Hypothesis inteso come ipotesi, supposizione ed idee per collezionare; un punto di partenza per il processo di una ulteriore rielaborazione e dibattito fruitivo davanti alle opere. Ogni linguaggio possiede un personale codice comunicativo, ogni immagine è portatrice di uno specifico messaggio che deriva dall’ambiente culturale all’interno del quale si è sviluppato e dalla sua funzione. Saper leggere un’opera, sia essa un dipinto, scultura o installazione, fotografia, significa principalmente decodificarne i messaggi attraverso l’uso del linguaggio visivo.
Tra dubbi, incertezze e paure, in questo periodo – ormai lungo – l’unico punto di riferimento è stata la casa. Rivelatasi rifugio, è tornata ad essere luogo da vivere ed abitare, luogo da amare e di cui prendersi cura. Pareti vuote, spazi incompleti, muri disadorni. Il nostro intento – a seguito di una attenta riflessione – è proporre e condividere, in tre Atti, opere alla ricerca di una rinascita, siano esse tra le pareti della galleria, scrutate da occhi di visitatori curiosi o tra le mura di una casa, cullate da sguardi consapevoli.
Il secondo appuntamento o atto vedrà protagonisti gli artisti con il loro fare pittorico. Un dialogo che spazierà dalla pittura figurativa di Domenico Grenci, Enrico Minguzzi, Alessandro Saturno; all’astrazione di Marco Andrighetto e Antonio Marchetti Lamera, per confluire all’installazione pittorica di Giovanni Blanco e Marco Grimaldi, fino ad una pittura che dalla tela si rivela scultura di Nataly Maier
INAUGURAZIONE: 07 GIUGNO 2021
DATE MOSTRA: 07.06 | 25.06.2021
A CURA DI: DIEGO VIAPIANA
ARTISTI:
MARCO ANDRIGHETTO, GIOVANNI BLANCO, DOMENICO GRENCI, MARO GRIMALDI, NATALY MAIER, ANTONIO MARCHETTI LAMERA, ENRICO MINGUZZI, ALESSANDRO SATURNO, NICOLA VILLA
Nel suo Masterclass di interpretazione e canto, tenutosi a Valenza sabato 5 giugno, Vittorio Matteucci, lo straordinario arcidiacono di Notre Dame de Paris, ha saputo creare in tutti l’ armonia tra vocalità e corporeità, facendo reperire dentro di noi risorse inattese, naturalezza e stile personale. Per chi ama il canto un’ esperienza unica ! A […]
(Dino è seduto con i piedi sopra la scrivania, in mutande e maglietta, leggendo il giornale. La finestra è aperta, si sentono gli uccellini.)
voce di Dino:
(3)
a La giornata era assai afosa
b Non si muoveva manco una foglia
a Oh!, pigra persino l’aria, oziosa!
b Che di muoversi non aveva voglia!
a L’afa alessandrina è famosa!
b Ma è un problema che nessuno sbroglia.
c Quindi mi sono messo in mutande,
c Leggendo notizie per niente blande.
(Amalia bussa alla porta e entra senza aspettare la risposta, chiudendo la porta dietro sé)
Amalia: Ti devo parlare.
Dino: Ma… ma ti sembra il modo? Sono in mutande!
Amalia: Ti devo parlare.
Dino: Ho capito, ho capito! Accidenti, fammi andare almeno a mettermi un paio di braghe!
(va verso la porta, col giornale a coprire le parti basse)
Amalia: No, tu stai qui! Vai a sederti. Ti devo parlare.
(Dino va di nuovo a sedersi, tirando la sedia in avanti il più possibile, fino a rimanere incollato alla scrivania)
Dino: Dimmi tutto. Buongiorno, Amalia.
Amalia: Sai la strada che faccio tutte le mattine, quando vado a farmi la solita camminata, no? Buongiorno anche a te, amico mio.
Dino: All’alba… Sì, lo so. La san Bernardo.
Amalia: E sai che porto sempre con me la macchina fotografica, giusto?
Dino: Sì, certo. Lo sanno anche le pietre…
(Amalia tira fuori qualcosa dalla borsa e la butta sulla scrivania)
Amalia: Dacci un’occhiata.
Dino: Cos’è?
Amalia: Cosa c’è di strano in quella fotografia?
Dino: Fammela vedere. (la prende e la osserva)
Amalia: Osservala bene.
Dino: Sì sì. È stata scattata di notte, come al solito…
Amalia: Erano le sei del mattino, per l’esattezza. Due giorni fa.
Dino: Notte, per me. Vediamo… non saprei dirti cosa c’è di strano. È buio, lì c’è la nebbia…
Amalia: Ecco! Guarda con attenzione dove c’è la nebbia.
Dino: Ma non fai prima a dirmi subito cosa c’è di strano? Be’, ci sono delle lucine in mezzo alla nebbia.
Amalia: Bravo!
Dino: E quindi? Saranno le luci di qualche casa, o qualcosa del genere.
Amalia: No, non lo so sono, ti sbagli. Lì non ci sono case. ‘E un pezzo di terra abbandonato.
Dino: E cosa sono, allora?
Amalia: L’Orsa Maggiore.
Dino: Ah ah ah ah! Bella, quella!
(Amalia rimane immobile, fissando Dino)
Ma dai! Interessante! Domani metto sulla prima pagina del nostro giornale questa formidabile notizia! Cosa potrei scrivere, come titolo? Vediamo… “l’Orsa Maggiore è stata avvistata …”
Amalia: Smettila!
Dino: Aspetta, aspetta! Ci sono: “Orsa Maggiore caduta ad Alessandria”!
Amalia: Molto divertente. Complimenti.
Dino: Grazie! Hai fumato qualcosa di strano?
Amalia: Queste lucine formano l’Orsa Maggiore, proprio come la vediamo noi lassù, sopra le nostre teste.
(riprende la fotografia, si alza e si mette alle spalle di Dino, che tira la sedia ancora più in avanti)
Dino: Stamane hai proprio voglia di prendermi per il culo, eh?
Amalia: Rilassati, Dino. Sai com’è fatta l’Orsa Maggiore, no?
Dino: Certo che lo so! Non c’è nessuno al mondo che non sappia distinguere l’Orsa Maggiore dalle altre costellazioni.
Amalia: Perfetto! Quindi riguarda adesso la fotografia con più attenzione e dimmi tu se quelle lucine non formano l’Orsa Maggiore.
Dino: (fissando la fotografia, con gli occhi sgranati) Non saprei… mmm… può darsi…
Amalia: Secondo me non sai com’è fatta l’Orsa Maggiore.
Dino: Figurati se non lo so!
Amalia: Non lo sai.
Dino: Mi arrendo. Non lo so.
(Amalia estrae dalla borsa un foglio di carta piegato in quattro e lo apre sopra la scrivania)
Amalia: Fai il confronto. Eccoti com’è fatta l’Orsa Maggiore.
Dino: Va bene, va bene… Sicura che non vuoi prendermi in giro?
Amalia: Fai questo confronto!
Dino: Okay! Vediamo… (guarda il foglio e la fotografia alternatamente, svariate volte) Confermo che queste lucine sembrano l’Orsa Maggiore. Contenta?
Amalia: Sembrano?
Dino: La somiglianza è perfetta. Meglio così?
Amalia: (sorridendo) Proprio così. Ebbene, quando ho visto quelle lucine, le ho fotografate subito. Sapevo che lì c’era soltanto un terreno pieno di erbacce e rovi, quindi non riuscivo neanche ad immaginare cosa fossero. Mi sono dunque decisa di “entrare” in quella nebbia.
(comincia a camminare avanti e indietro, con le mani dietro la schiena, guardando Dino)
Ma, quanto più me ne avvicinavo, più le luci diventavano fiacche. Quando ero lì, in mezzo alla nebbia… (si ferma e guarda nel vuoto)
Dino: Dai, vai avanti! Mi fai venire i brividi!
Amalia: Ho sentito qualcuno chiamarmi. Ma lì non c’era nessuno!
Dino: Ti rendi conto del pericolo di andare in giro da sola, di notte? No, non ti rendi conto perché credi di essere al di sopra della normalità delle cose!
Amalia: Cioè?
Dino: Con tutte le rapine, omicidi e violenza che ci sono, non puoi stare a casa tua di notte, anziché fare queste camminate inutili alle sei del mattino?
La gente normale non fa queste cose, cara Amalia!
Amalia: Grazie alla cosiddetta “gente normale”, ora ci troviamo veramente bene. Se la maggioranza ha sempre ragione…
Dino: Conosco a memoria quel discorso. Chi ti chiamava? Accidenti! Te le vai proprio a cercare!
Amalia: Sei più agitato di me. Fai un bel respiro, per piacere. Sentivo una donna che mi chiamava, ma la sua voce arrivava da diversi punti, come se in pochi secondi si spostasse da una parte all’altra, velocemente. E senza fare alcun rumore.
Dino: E chi era? Hai idea di chi possa essere?
Amalia: Non sono riuscita a vederla. Quando mi chiamava e io le rispondevo con un “sì” oppure con un “sono io”, lei rideva.
Dino: Come se ti prendesse in giro? Sei sicura che non si tratti di uno scherzo?
Amalia: Non era una risata sarcastica. Era… come posso definire quella risata? (pausa di 10 secondi). La risata di una mamma quando gioca a nascondino col suo bambino. Era una risata tenera, dolce, avvolgente. Una risata che mi abbracciava tutto il corpo.
Dino: Capisco.
Amalia: No, tu non puoi capire.
Dino: Non capisco più niente.
Amalia: Difatti.
Dino: Cosa farai?
Amalia: Domani mattina tornerò lì.
Dino: Ma sei matta? Non puoi tornare lì, da sola.
Amalia: Perché, vuoi mica venire anche tu?
Dino: No! E neanche tu ci andrai! Magari è tutto un imbroglio per farti del male.
Amalia. Se così fosse, perché non mi hanno fatto male subito? Perché perdere l’occasione due giorni fa? Non era detto che io tornassi ancora.
Dino: Quello è anche vero, ma tu non andarci lo stesso.
Amalia: Vado. Devo farlo. E vado da sola. Tanto tu non riusciresti mai ad alzarti così presto.
Dino: A che ora parti?
Amalia: Alle 5,30, come al solito. Alle 5,45 imbocco la san Bernardo.
Dino: Non andarci, dai. Sii ragionevole. Non mi piace questa storia.
Amalia: Vado perché sono ragionevole. Non posso non capire questa faccenda.
(Amalia prende la fotografia e il foglio di carta, guarda Dino ed esce. Dino va verso la finestra e saluta. La stanza diventa buia)
Sabato 5 giugno 2021 dalle ore 10,00 alle ore 19,00 (nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19),
La scuola di Canto e formazione al musical di Alessandria diretto dalla preparatrice vocale Monica Bursi ha organizzato una giornata insieme ad un grandissimo del musical e dello spettacolo, Vittorio Matteucci, l’arcidiacono di Notre Dame di Riccardo Cocciante ci propone un viaggio personale e collettivo attraverso le possibilità espressive di ogni singolo partecipante.
Il programma del corso:
1- Introduzione generale su uso della voce, tecniche di respirazione, riscaldamento e rilassamento.
2- Lettura ad alta voce- elementi di dizione.
3- Canto: come si affronta un brano cosiddetto leggero; applicazione delle regole fondamentali della comunicazione teatrale all’esecuzione di una canzone, studio e comprensione di un testo.
4- Recitazione uso del corpo; consapevolezza dello spazio scenico, consapevolezza e sviluppo dei propri talenti; i tempi della comunicazione, il controllo dell’emotività.
Saranno considerate tutte quelle componenti che fanno di una performance una buona performance, ci si confronterà e si imparerà gli uni dagli altri, nella certezza che le esperienze passate di Vittorio Matteucci possano servire da sprone e da insegnamento.
Giorno: sabato 5 giugno 2021
Luogo: Centro Polifunzionale San Rocco
Via Roberti 9, Valenza (AL)
Orario: 10.00/13.00- 14.30/19.00
numero partecipante effettivi max 15
numero partecipanti uditori fino ad esaurimento capienza salone nel rispetto delle normative covid 19.
I partecipanti effettivi dovranno portare :
2 brani cantati e 2 brani recitati.
Info: 3496695859
3496061606 whatsapp
e.mail cantoformazione.musical@outlook.it
Breve presentazione della compagnia:
Il curriculum artistico del Gruppo “OSTINATA PASSIONE” annovera, oltre
all’interpretazione di grandi classici che ripercorrono la storia del musical, l’allestimento di opere musicali di grande qualità artistica. Ad oggi sono state messe in scena, tra il 2011 ed il 2015, “Notre Dame de Paris”, “Giulietta e Romeo”, “Dracula”, “Jesus Christ Superstar”, “Tosca”, “Evita”.
Il gruppo si avvale anche della collaborazione di prestigiosi nomi del panorama italiano e mondiale del musical quali MARCO GUERZONI ed EMANUELE BERNARDESCHI interpreti storici del personaggio di Clopin, re degli zingari, nell’opera di Riccardo Cocciante “Notre Dame de Paris” e ultimamente ha accolto VITTORIO MATTEUCCI, quale ospite di prestigio all’ultimo spettacolo tenutosi nel mese di aprile 2015 al Teatro Alfieri di Asti. Mattia Inverni nel ruolo di Gringoyre all’apertura del progetto SIPARO della Sala Ferrero del Teatro Comunale a maggio del 2016.
L’Associazione Culturale “ISIDE”, iscritta all’Albo delle associazioni del Comune di Alessandria, costituita nel 2011, appoggia un progetto culturale che fonde musica, teatro e danza nella molteplicità dei loro aspetti rappresentando significativi momenti di aggregazione e di crescita socio-culturale che possono fungere da veicolo trainante per affiancare il volontariato nelle sue molteplici forme dando valore fondativo del suo saper essere, nei valori che rappresenta e nella funzione di sviluppo della solidarietà e nella creazione di beni razionali.
Il “Laboratorio Acustico-corale” offre a chi partecipa di acquisire la tecnica giusta per ottenere soddisfazione nell’esecuzione del brano.
Inoltre la musica d’insieme e la partecipazione attiva sul palco scenico gratifica e promuove la crescita ed il benessere spirituale dell’individuo.
L’attività del Laboratorio Acustico-corale si svolge presso l’Università Popolare dell’Alto Monferrato con sede all’interno di Palazzo Melchionni, (al primo piano), via Migliara, in Alessandria.
La vocal coach Monica Bursi dichiara : È un laboratorio di sperimentazione del suono e della musica d’insieme dove conta solo la voglia di fare e la passione. Non conta l’esperienza né la preparazione. Basta volerlo e… Musica sia!!!
Il suo amore per il palcoscenico si manifesta già a tre anni, quando è il giovanissimo capo coro dell’asilo. A soli otto anni si trasferisce con la famiglia a Padova. Qui comincia a cantare con il Coro Tre Pini diretto da Gianni Malatesta e da questa esperienza vocale iniziano anche le sue prime esibizioni pubbliche nei locali della zona.
Dopo tanti anni di gavetta, accompagnati dallo studio approfondito della tecnica musicale senza trascurare la scuola e poi l’università, comincia a farsi conoscere dal grande pubblico accompagnando, con la US Band, le esibizioni di Umberto Smaila.
Ultima apparizione televisiva nella prima edizione di Ballando con le stelle, nel 2005. Contemporaneamente porta avanti alcuni progetti radiofonici e alcune altre cose come l’insegnamento di tecnica musicale e le collaborazioni con la Walt Disney. Per la nota casa produttrice doppia il personaggio di Yao nella parte cantata del film d’animazioneMulan e canta la sigla di George re della giungla…?.
Compone oltre 150 canzoni spaziando su vari generi musicali della tradizione italiana e internazionale. Alcuni suoi brani vengono eseguiti durante le sue serate dal vivo in cui li integra con repertorio swing, napoletano, classico italiano e internazionale.
Nel 2002-2003 veste i panni del perfido arcidiaconoFrollo nell’opera popolare Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante che riscuote uno strepitoso successo in tutta Italia, ruolo che lo consacra come uno dei volti più importanti nel teatro musicale.
Da marzo 2016 a settembre 2017, e successivamente da settembre 2019 a settembre 2020, torna ad interpretare l’arcidiacono Frollo in Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante con gran parte del cast originale.