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“Ligabue. La figura ritrovata” presso il Museo Antonio Ligabue

MUSEO ANTONIO LIGABUE
Palazzo Bentivoglio, Gualtieri
15 maggio / 14 novembre 2021
Ligabue. La figura ritrovata
11 artisti contemporanei a confronto

La Fondazione Museo Antonio Ligabue riparte da Antonio Ligabue, presentando a Palazzo Bentivoglio, dal 15 maggio al 14 novembre 2021, un nuovo corpus di opere dell’artista, scelte da Francesco Negri.

Curata da Nadia Stefanel e Matteo Galbiati, la mostra Ligabue, la figura ritrovata. 11 artisti contemporanei a confronto, propone un inedito dialogo tra il segno di Antonio Ligabue e quello di undici artisti contemporanei che operano, prevalentemente, in ambito figurativo: Evita Andùjar, Mirko Baricchi, Elisa Bertaglia, Marco Grassi, Fabio Lombardi, Juan Eugenio Ochoa, Michele Parisi, Ettore Pinelli, Maurizio Pometti, Giorgio Tentolini e Marika Vicari.

Agli artisti invitati, i curatori hanno chiesto di porsi in dialogo con le opere di Antonio Ligabue selezionate per l’esposizione, testimonianza di un percorso in cui la figura, in una prima fase caratterizzata da una precisa connotazione, viene successivamente sottoposta ad una estrema sintesi, fino a dissolversi nel colore.

Ripercorrendo le sensazioni e le emozioni suscitate dalle opere e dall’espressività di Ligabue, per la prima volta il Salone dei Giganti accoglie un peculiare dialogo tra il maestro di Gualtieri e undici artisti contemporanei in un inedito confronto di reciprocità e convergenze che testimoniano come, anche nell’attualità dei linguaggi dell’oggi, sia presente un simile spirito trascendente e una pari centralità di riflessione posta sull’uomo, il suo sentire ed essere nel mondo.
«Il progetto nasce dall’incontro fra Antonio Ligabue e undici artisti contemporanei. Fra un artista, che ha unito Arte e vita in modo così stretto da districarne difficilmente la giunzione, che ha realizzato opere sempre sul filo dell’immaginazione e con la sola necessità di dipingere per esistere, e la contemporaneità dell’arte di oggi.
Chi lo vide dipingere rimase fortemente colpito dalla libertà e sicurezza di esecuzione senza pentimenti o titubanze, un modus operandi istintivamente guidato da una ricca fantasia visionaria, che lo portava alla immediata realizzazione figurativa, senza abbozzi preliminari. Ligabue possedeva la sapienza di modulare il colore per ricreare quelle forme appartenenti ad un viaggio nomade e in solitaria, il suo, ma guardava anche alla natura con ammirazione sincera e sguardo limpido, per trovare alla fine un riparo dagli attacchi del mondo nella bellezza minuziosa dei dettagli dei suoi animali, nei manti delle sue fiere, nei piumaggi impalpabili dei rapaci, nelle forme descritte anatomicamente dal colore»
Nadia Stefanel

«La scelta di questi artisti guarda alla specificità delle loro ricerche che, senza condizionamenti o scelte d’occasione, hanno sempre posto l’essenza della loro visione proprio sull’animo come centro di valore per le loro esperienze estetiche. Il tema e il concetto di figura rappresentata è il mezzo per oltrepassare l’immediatezza del resoconto visibile e lasciar affiorare la tensione e la passionalità di immagini che trasfigurano esperienze comuni e condivise.
Il loro linguaggio consacra la potenza dell’immaginazione che sa guidare lo sguardo di ogni osservatore ben oltre la singolarità del racconto specifico e rende ciascuna opera una soglia spalancata sulla sincerità del pathos umano. In questo senso Ligabue non rivive in loro, non è spunto per una “ricopiatura”, ma in loro prosegue l’ideale di coinvolgimento dell’altro, la connessione della realtà con un altrove denso di mistero e di tutta la sua trepidante speranza»
Matteo Galbiati

In esposizione
La mostra comprende 16 dipinti di Antonio Ligabue, molti dei quali non esposti negli ultimi anni, che Francesco Negri ha personalmente selezionato e studiato, ed una trentina di opere realizzate dagli artisti invitati, la maggior parte delle quali inedite.

Il percorso espositivo si articola in due sezioni: la prima si sviluppa intorno all’energia epidermica, carnale e fisica del colore e del suo realizzarsi attraverso il farsi concreto nella pittura; la seconda pone l’accento sul potere trasfigurante dell’arte, che coglie l’immagine nell’istante in cui diventa memoria, sogno, miracolo, apparizione, fissandola prima di una sua inesorabile sparizione.

Tra concretezza e levità, il racconto di questa mostra ripropone non solo l’aspetto più iconico di Ligabue, ma ne vuole anche ripercorrere l’umanità dirompente e sensibile, capace di ritrovare nella sua spontaneità la lungimiranza di un sentire ben più profondo di quanto emerge da una superficiale apparenza. Attraverso gli undici artisti presenti si propone un altro modo per leggere la “figura” – dell’uomo e del suo ambiente – che, accompagnandosi alla semplicità vera di Ligabue, sa riconciliare il nostro sguardo con presenze che sanno ritrovare se stesse e il proprio essere al di là del tempo.
Visita Museo Ligabue!
In collaborazione con

Nel corso della mostra sarà pubblicato un catalogo con i testi dei curatori ed un ricco apparato iconografico. I pannelli esplicativi che accompagnano la visita dello spettatore, introducendo le ricerche degli artisti contemporanei, così come le schede presenti nel catalogo, sono realizzati dalle studentesse del corso di “Didattica dei Linguaggi Artistici” (prof. Matteo Galbiati) dell’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia.

853 anni – Compleanno della Città di Alessandria. Video “I Charleston” con le Sweet Dolls Alessandria

Auguri alla Città di Alessandria che compie 853 anni! Ecco un video fatto qualche anno fa tra le vie, piazze ed eccellenze…

fallinvintage #vintage #tradizione #compleanno #alessandria

Le Sweet Dolls Alessandria hanno deciso di produrre un video promozionale della serie “I Charleston” che sta riscuotendo molto successo sui social network e su youtube con protagoniste varie città d’Italia, d’Europa e del resto mondo.

Il video consiste nel presentare un balletto di stile “Charleston” in stile musicale e abbigliamento, con artisti e operatori locali e con l’intento di promuovere la propria città, con immagini di monumenti, piazze, angoli caratteristici, esercizi pubblici storici.

Le Sweet Dolls Alessandria (con la partecipazione di alcuni elementi della scuola di ballo Eclisse di Luca Picotti, Ph Greg, Giorgio Chiarolanza, Antonio Abbruzzese foto e video, Franco Dell’Alba fonico, Buscaglione Project capitanata da Giorgio Penotti, Segnali2006 di Salvatore Coluccio) hanno deciso, a seguito del successo ottenuto con lo spettacolo di RetroVisioni tenuto per la chiusura della stagione del cinema/teatro Macallé di Castelceriolo (AL), di produrre un video promozionale della serie “I Charleston” che sta vedendo su youtube protagoniste varie città d’Italia, d’Europa e del mondo.

Il video consiste nel presentare un balletto di charleston con relativo stile di musica e abbigliamento, con artisti e operatori locali e con l’intento di pubblicizzare la propria città inserendo nel video monumenti, piazze, angoli caratteristici, esercizi pubblici storici per una promozione turistica e valorizzazione della città e delle eccellenze alessandrine.

Sala della Gran Guardia a Padova: la mostra “WE THE PEOPLE”

“WE THE PEOPLE” / Alessandro Amaducci, Aqua Aura, Valentina Biasetti, Greta Bisandola, Alessio Bolognesi, Gianluca Bonomo, Riccardo Cavallini, Pierluca Cetera, Marco Chiurato, Roberta Coni, David Dalla Venezia, Simone Del Pizzol, Enrico Ferrarini, Franz Chi, Laura Fortin, Alfonso Fortuna, Daniele Fortuna, Davide Gemin, Ettore Greco, Eleonora Manca, Eliana Marinari, Nico Mingozzi, Raffaele Minotto, Silvia Papas, Ioan Pilat, Davide Puma, Emanuele Sartori, Pierantonio Tanzola, Massimiliano Usai, Nicola Vinci

4 Maggio – 2 Giugno 2021
Sala della Gran Guardia, Padova.

A cura di Elisabetta Bacchin, Enrica Feltracco, Elisabetta Maria Vanzelli, Massimiliano Sabbion e Matteo Vanzan.

Comunicato stampa: mostra “We the People” di Padovanet

“In questo periodo così complesso da vivere emotivamente, il volto ci è quasi stato rubato nella sua essenza primaria, ci rimane solo lo sguardo.
È forse proprio da questa privazione che è nata l’idea di chiedere a una trentina di artisti contemporanei di restituirci, attraverso la loro espressività artistica, quelle emozioni che ci sono state tolte.
Quarantasei muscoli facciali regalano un’infinita gamma di espressioni, agli artisti il compito di enfatizzare, caratterizzare e quindi indagare il volto o l’atteggiamento, attraverso pittura, scultura, video art e fotografia”.

Il Comune di Padova promuove la mostra “We the People”, curata da Elisabetta Bacchin, Enrica Feltracco, Elisabetta Maria Vanzelli, Massimiliano Sabbion e Matteo Vanzan.
L’esposizione aprirà al pubblico il 4 maggio nella splendida Sala della Gran Guardia di Padova.
La mostra è stata realizzata grazie al contributo di People srl, Despar Aspiag srl e la collaborazione di Blonde and Brains – Marketing and Brand Ideas, Bottega Immobiliare Padova, MV Eventi, Tipografia Gotica e Assioma Service srl Broker Assicurazioni.Proporzioni armoniche nei volti antichi, studio di emozioni ed espressioni che si susseguono nei secoli dai ritratti celebrativi dell’età romana fino al Rinascimento: volti ricercati, analizzati nel tempo e nelle espressioni più varie.
Dal busto di Nefertiti ai visi rigati di lacrime di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, dalle passioni ritratte in Caravaggio, all’estasi di Santa Teresa del Bernini, ai volti Impressionisti e ai visi Espressionisti, alle disgregazioni e ricomposizioni del XX secolo, dalle Avanguardie artistiche agli scatti fermati nelle foto e nei video fino ai moderni selfie, alla modifica di un viso nel tempo e nella accezione, tutta contemporanea, di poter plasmare, cambiare e creare un nuovo aspetto, una nuova bellezza, un volto che rimanga nell’identificazione di un processo di riconoscimento del sé come naturale approccio verso l’Io e verso gli altri.
“We the People”, noi la gente, è l’insieme di volti, di emozioni ed espressioni senza distinzioni di razza, colore e sesso.
Per questo i curatori hanno pensato di invitare trenta artisti per dialogare insieme di volti attraverso la creazione di opere site specific, tra scultura, pittura, video-art e fotografia, o prestando dei lavori che sono affini al tema trattato.


Orari di apertura della mostra
Dal 4 maggio al 2 giugno 2021, alla Sala della Gran Guardia – Padova
Da martedì a domenica: dalle ore 9:30 alle 12:30  e dalle 16:00 alle 19:00
Nel weekend ingresso solo su prenotazione. Nella sezione “Documenti” di questa pagina è disponibile il comunicato stampa completo della mostra.

COMUNICATO STAMPA
“WE THE PEOPLE”
4 Maggio – 2 Giugno 2021
Sala della Gran Guardia, Padova
In questo periodo così complesso da vivere emotivamente, il volto ci è quasi stato rubato nella sua
essenza primaria, ci rimane solo lo sguardo.
È forse proprio da questa privazione che è nata l’idea di chiedere a una trentina di artisti
contemporanei di restituirci, attraverso la loro espressività artistica, quelle emozioni che ci sono
state tolte.
Quarantasei muscoli facciali regalano un’infinita gamma di espressioni, agli artisti il compito di
enfatizzare, caratterizzare e quindi indagare il volto o l’atteggiamento, attraverso pittura, scultura,
video art e fotografia.
Il Comune di Padova promuove la mostra “We the People”, curata da Elisabetta Bacchin, Enrica
Feltracco, Elisabetta Maria Vanzelli, Massimiliano Sabbion e Matteo Vanzan. L’esposizione aprirà al
pubblico il 4 Maggio nella splendida Sala della Gran Guardia di Padova.
La mostra è stata realizzata grazie al contributo di People srl, Despar Aspiag srl e la collaborazione
di Blonde and Brains | Marketing and Brand Ideas, Bottega Immobiliare Padova, MV Eventi,
Tipografia Gotica e Assioma Service srl Broker Assicurazioni.
Nell’ultimo anno la Pandemia ha, tra le altre cose, trasformato le nostre abitudini e in parte
nascosto il nostro volto, scrigno della nostra identità, del nostro essere.
Il volto nella storia dell’arte è stato raccontato e analizzato in ogni sua forma o espressione. A
seconda delle epoche storiche lo abbiamo visto rappresentato in modo realistico, idealizzato,
stilizzato, deformato, visionario, frammentato, scomposto e ricomposto.
Proporzioni armoniche nei volti antichi, studio di emozioni ed espressioni che si susseguono nei
secoli dai ritratti celebrativi dell’età romana fino al Rinascimento: volti ricercati, analizzati nel
tempo e nelle espressioni più varie.
Dal busto di Nefertiti ai visi rigati di lacrime di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, dalle passioni
ritratte in Caravaggio, all’estasi di Santa Teresa del Bernini, ai volti Impressionisti e ai visi
Espressionisti, alle disgregazioni e ricomposizioni del XX secolo, dalle Avanguardie artistiche agli
scatti fermati nelle foto e nei video fino ai moderni selfie, alla modifica di un viso nel tempo e nella
accezione, tutta contemporanea, di poter plasmare, cambiare e creare un nuovo aspetto, una
nuova bellezza, un volto che rimanga nell’identificazione di un processo di riconoscimento del sé
come naturale approccio verso l’Io e verso gli altri.
WE THE PEOPLE, noi la gente, è l’insieme di volti, di emozioni ed espressioni senza distinzioni di
razza, colore e sesso.
Per questo i curatori hanno pensato di invitare trenta artisti per dialogare insieme di volti

attraverso la creazione di opere site specific, tra scultura, pittura, video-art e fotografia, o
prestando dei lavori che sono affini al tema trattato.
“Il volto, un ritratto, empatico o imperscrutabile, una raffigurazione dell’animo o la ferocia del
realismo, l’ego come centro del mondo o l’uomo come rappresentazione di un gruppo o di un
«popolo», tutto questo ora è possibile riaverlo attraverso l’ingegno degli artisti. L’arte, attraverso
la rappresentazione di un volto, ci regala tutta la forza di quel racconto visivo, fatto di sguardi,
ammiccamenti, sorrisi, smorfie di dolore o di ribrezzo e che sono propri della fisiognomica”.
Così descrive il fascino del volto uno dei cinque curatori Enrica Feltracco, che continua
raccontando la genesi della mostra e del suo nome: “ questo titolo non è stato scelto a caso,
immagino possa suggerire a molti l’esordio della costituzione americana, ma in realtà è un inno a
quel miscuglio d’individualità e collettività su cui si reggono le società e le culture contemporanee.
La libertà che ci regala questa mostra è tutta nelle mani degli artisti e della loro creatività, dove
attraverso le più personali interpretazioni del volto sarà possibile cogliere la nostra
contemporaneità”.
Elisabetta Maria Vanzelli ricorda un altro importante aspetto: “come questa pandemia abbia
colpito, globalmente, la cosiddetta “civiltà dell’immagine”, un mondo virtuale invaso da
‘autoscatti’ perpetui, il cui senso è evidentemente quello di convalidare, in ogni sua azione, la
presenza dell’essere umano.
La condivisione reale di un’espressione, di uno sguardo o di un sorriso trasmette chiaramente
molto più di quanto un selfie possa esprimere e se è vero che, com’è stato lungamente dimostrato
dall’arte del secondo Novecento, il corpo, e con esso il volto – suo acme – ampliano l’orizzonte
delle pratiche artistiche a una gestualità e a una corporeità diversamente impercorribili, resta da
capire come poter riscrivere – nell’oggi più immediato – le storie che abitano il nostro corpo e che,
nel caso specifico di questa mostra, accompagnano la semantica del nostro volto”.
Massimiliano Sabbion approfondisce il volto nella storia dell’arte: “Numerosi i ritratti e gli
autoritratti compiuti in ogni epoca, l’immagine riprodotta diventa la mimesi della realtà che
restituisce pregi e difetti di chi è ritratto.
Con tratti e colori, su tela, scultura, fotografia e video gli artisti fissano un segno e una presenza
tangibile per l’identificazione e una memoria di sé: dai ritratti nell’arte classica costruiti attraverso
canoni e regole, alla presenza ieratica e astratta idealizzata nel sacro, fino alla presa di coscienza
di emozioni umane nei volti dipinti, ad esempio, da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova
dove egli stesso si autoritrae poi nel Giudizio Universale”.
Elisabetta Bacchin si focalizza sul Novecento “che ha rappresentato una svolta cruciale nella storia
dell’uomo e dell’arte. La dottrina psicanalitica di Sigmund Freud ha condotto alla disgregazione
della percezione unitaria dell’io, ridefinendo completamente la concezione della psiche. Poco
prima, Albert Einstein aveva fatto l’eccezionale scoperta della relatività del tempo e dello spazio.
Due Guerre Mondiali si sono susseguite a pochi anni di distanza l’una dall’altra, lacerando il
tessuto sociale e lasciando nelle persone ferite inguaribili. In questo contesto, l’arte ha messo in
discussione tutti i canoni rappresentativi tradizionali e, con essi, anche la concezione della
raffigurazione del volto è mutata completamente.
Da quel momento in poi, si sono aperte infinite strade per l’esplorazione dell’interiorità umana da
parte degli artisti, la cui nuova libertà espressiva ha portato alle più svariate interpretazioni,
affiancandosi a tutta una serie di sperimentazioni di nuovi mezzi espressivi, dall’uso di materiali
industriali e sintetici alla performance, dalla fotografia alla video arte”.

Matteo Vanzan prosegue approfondendo il concetto della mostra: “non è solamente
un’esposizione di opere che raccontano la vicenda del volto contemporaneo letto attraverso la
pittura, la scultura, la fotografia e la video art, ma è primariamente una mostra che parla di
persone.
Il ritratto ci permette quindi di entrare in contatto con ciascuno di loro, di comprenderne i momenti
più intimi e personali e ricongiungerci al loro atto creativo. Volti acrilici, marmorei, fotografici o
digitali altro non sono se non finzione inserita in una tradizione di cui si perdono le origini;
metafore che ci aiutano a fissare nella mente istanze primordiali e impulsi archetipi. Opere ed
artisti sono ora indissolubili; ricamano la consapevolezza di un’identità mascherata da istanza di
presenza in cui si palesano cancellazioni, deformazioni, presenze, privazioni, plasticità,
compattezza.
Gli artisti in mostra:
Alessandro Amaducci
Aqua Aura
Valentina Biasetti
Greta Bisandola
Alessio Bolognesi
Gianluca Bonomo
Riccardo Cavallini
Pierluca Cetera
Marco Chiurato
Roberta Coni
David Dalla Venezia
Simone Del Pizzol
Enrico Ferrarini
Franz Chi
Laura Fortin
Alfonso Fortuna
Daniele Fortuna
Davide Gemin
Ettore Greco

Eleonora Manca
Eliana Marinari
Nico Mingozzi
Raffaele Minotto
Silvia Papas
Ioan Pilat
Davide Puma
Emanuele Sartori
Pierantonio Tanzola
Massimiliano Usai
Nicola Vinci


Orari di apertura della mostra
Da martedì a domenica: 09.30 – 12.30 / 16.00 -19.00
Nel weekend ingresso solo su prenotazione
Contatti:
Enrica Feltracco enricafeltracco@gmail.com
3471282179
Massimiliano Sabbion maxi.sab@libero.it
3476460999
Giulia Granzotto giuliagranzotto@libero.it
3402793819

“Rinascenza. Dolor et Furor” di Ciro Palumbo

Pronti, partenza, via… 🟡🎨🟡

Finalmente la serranda di Palazzo Velli Expo nuovamente si alza, per mostrare la splendida mostra di Ciro Palumbo.
Perché, come dico sempre, la bellezza va condivisa e la cultura diffusa 😉

« Come un benevolo Caronte, cercherò di trasportare le anime dalla sponda del mondo limitato e circoscritto della realtà al mondo sconfinato del sogno »

Partendo da Dürer e Botticelli, passando per Leonardo, questa volta il pittore si lascia ispirare dalla grandezza artistica di Michelangelo. Un percorso artistico, quello in mostra nella Capitale, in costante divenire e in continuo mutamento, che tiene conto anche del periodo di cambiamento sociale che stiamo vivendo.

Sicchè, segnate in agenda questo venerdì e venite a scoprire come la Metafisica ed il Surrealismo possano dialogare con il contemporaneo attraverso la sapiente mano di Ciro Palumbo!

Rinascenza. Dolor et Furor
A cura di: Luca Cantore D’Amore
Direzione artistica: Alessandro Erra

Venerdì 30 Aprile ore 17,30

Per partecipare prenotare mandando una mail a:
info@palazzovelli.it oppure a info@76gallery.com
indicando una fascia d’orario (ad esempio 17,30-18,00), per aiutarci a gestire il numero di persone ed evitare assembramenti.

Valeria Cirone

“Rinascenza. Dolor et Furor”
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È Online il video di presentazione della mostra che inaugurerà il 30 aprile a Palazzo Velli Expo di Roma.
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⏩https://youtu.be/DneWMVj9f90⏪
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7ettanta6ei Gallery
Luca Cantore D’Amore
Alessandro Erra
Debora Santagata

Rinascenza. Dolor et Furor

Dal 30 aprile al 7 maggio 2021

Palazzo Velli Expo, Roma

#lartenonsiferma


Finalmente dal 30 aprile al 7 maggio 2021, Palazzo Velli Expo di Roma ospiterà l’ultimo atto del Ciclo pittorico Rinascenza del Maestro Ciro Palumbo, a cura di Luca Cantore d’Amore.

 

Partendo da Dürer e Botticelli, passando per Leonardo, questa volta il pittore si lascia ispirare dalla grandezza artistica di Michelangelo. Con Roma pertanto, si chiude una serie di cerchi, di “Mondi”, da cui hanno preso forma mostre importanti, dapprima nel 2018 a Firenze presso Palazzo Medici Riccardi e in seguito nel 2019 a Perugia presso il Museo Civico Palazzo della Penna. Un percorso ricco e interessante in collaborazione con 7ettanta6ei Art Gallery di Alessandro Erra e Debora Santagata che hanno fortemente voluto questo progetto.

La polifunzionalità di Palazzo Velli, edificato nella prima metà del 1300 dalla nobile famiglia dei Velli, con il suo spazio espositivo farà da cornice alla “Rinascita” di Ciro Palumbo.

In occasione della mostra sarà presentato il Catalogo edito da Editoriale Giorgio Mondadori.

In attesa dell’inaugurazione ufficiale il 30 aprile alle ore 17:00, non perdere l’opportunità di vedere in anteprima la presentazione della mostra al seguente link:

https://www.youtube.com/watch?v=DneWMVj9f90&t=1082s

 

Titolo:Rinascenza. Dolor et Furor

Data: 30 aprile – 7 maggio 2021

Sede: Palazzo Velli Expo, Roma

Direzione Artistica di : Alessandro Erra per 7ettanta6ei Art Gallery

Direzione Amministrativa di: Debora Santagata per 7ettanta6ei Art Gallery

A cura di: Luca Cantore d’Amore

Catalogo edito da: Editoriale Giorgio Mondadori

Orari mostra: da lunedì a domenica su prenotazione

Inaugurazione: venerdì 30 aprile dalle ore 17:00

Info: 02 21064168 – info@76gallery.com – info@palazzovelli.it


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Unritrattoperunirci di Vincenzo Marsiglia

unitedaroundaportrait proposes to united us around a portrait, ours, that of the doctor or the nurse who treats us, the portrait of the artistic and cultural community which continues to bring art to life….

We are all expressions of this pandemic period that the world is facing.

unitedaroundaportrait offers to create a large real and virtual community by requesting a selfie which will be transformed into a real digital portrait through the use of the Interactive Star App.

Everyday a series of portraits will be published, expressing a positive outlook and becoming the common voice, the hope, the impulse towards the possibility of creating new dynamics which aim at a solidarity without borders. We are not alone. We are all united, united to survive, united for the love of art, united through our portraits.
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Unritrattoperunirci propone di unirci attorno a un ritratto, il nostro, quello del medico o dell’infermiere che ci sta curando, il ritratto della comunità artistica e culturale che cerca di continuare a fare vivere l’arte…. Siamo tutti le espressioni di questo periodo di pandemia che il mondo sta affrontando. #Unritrattoperunirci propone di creare una grande comunità reale e virtuale chiedendo un selfie che verrà rielaborato in un vero e proprio ritratto digitale grazie all’utilizzo dell’applicazione Interactive Star App.

Ogni giorno verrà pubblicata una serie di ritratti che sarà l’espressione di un pensiero positivo che diventerà la voce comune, la speranza, lo slancio verso varie possibilità di creare nuove dinamiche che mirano a una solidarietà senza confini. Non siamo soli. Siamo tutti uniti, uniti per sopravvivere, uniti per l’amore dell’arte, uniti attraverso i nostri ritratti.

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Intervista alla Scrittrice Alessandrina LILIANA ANGELERI

http://alessandria.today/2021/04/24/intervista-alla-scrittrice-alessandrina-liliana-angeleri/


Intervista alla scrittrice alessandrina Liliana Angeleri
Date: 24 aprile 2021 Author: Lia Tommi

Ho intervistato Liliana Angeleri in merito al suo ultimo libro CHI ERA?, che dopo una serie di romanzi storici, rivela l’ autobiografia della scrittrice, una storia ricca di pathos e insieme di mistero, che tiene col fiato sospeso.

Domanda: Per quale motivo una persona potrebbe desiderare di acquistare il suo libro?

Risposta: Esperienze come le mie sono ormai molto frequenti, ma pochi ne parlano o descrivono, come ho fatto io. Mi sono domandata: CHI MI POTREBBE CREDERE? Nel 2012 ne ho composto la sceneggiatura che soltanto ora è in pre-produzione ma la lavorazione è bloccata ed è in attesa che il periodo del covid-19 termini. Con molta sofferenza ho iniziato la composizione di questo romanzo con la descrizione dell’insorgere del cancro al seno, l’asportazione e il seguito della convalescenza e la pillola che mi ha provocato infiniti effetti collaterali che sono durati cinque anni. Ma questo romanzo sfiora quasi questo periodo che è relegato in un solo capitolo. Desidero fissare l’attenzione del lettore sugli strani fenomeni del sesto senso che mi sono successi.

Domanda: quale profondo motivo ti ha spinto a descrivere questi avvenimenti?

Risposta: questi avvenimenti sono stati molto numerosi e determinanti come l’ordine perentorio di scrivere una sceneggiatura di cui io sapevo neanche da dove poter incominciare. Mi creava angoscia tenere tutto dentro me e mi sarebbe dispiaciuto dimenticarmi qualcosa. Per questo motivo ho incominciato con la sceneggiatura di cui mi ero già impadronita delle varie tecniche e che era la prima ambientata nei nostri giorni. Si tratta di un tipo di scrittura abbastanza sintetico che non necessita di molte descrizioni. Dopo aver fissato sulla carta le mie esperienze mi sono sentita liberata di un grave peso. Mi sono sentita libera e non ero più preoccupata di dimenticare qualcosa.

Domanda: il lettore che messaggio può trarre da questo libro?

Risposta: innanzitutto c’è un forte invito alla prevenzione che può salvarci la vita e, in secondo luogo, se succedesse anche a loro? Io sono stata lieta di vedere la bellissima giovane in abito rinascimentale, anche se è scomparsa in una bolla di sapone. Invece sono rimasta terrorizzata dalla figura nera che mi si è avvicinata e mi si è inginocchiata accanto. Ero già angosciata per la “la malattia” e questi fenomeni non mi hanno certamente rasserenata, anzi è stato l’esatto contrario anche se poi …ma questo lasciamo che sia il lettore a scoprirlo. Comunque la vita è formata da gioie e dolori e ansie come in questo libro che i capitoli si susseguono. L’ho scritto in terza persona per renderlo più universale, piuttosto che focalizzarlo unicamente sulla mia vita.

Recensione

CHI ERA? LA VOCE DEL SILENZIO
UNA VICENDA VERA, ANZI VERISSIMA.
https://www.amazon.it/Chi-era-voce-del-silenzio/dp/B08YNLRC6C/ref=sr_1_2?dchild=1&qi
Questa è una domanda che si pone una donna, una madre e un’impiegata di banca scrupolosa. Improvvisamente vede una bellissima giovane nel corridoio della sua abitazione con i capelli rossi e un abito rinascimentale color fucsia. CHI ERA? Vive altri fenomeni inspiegabili razionalmente. Poi si accorge di avere un tumore al seno e deve essere operata. Questo libro non descrive esclusivamente il cancro, ma ne parla soltanto in un capitolo. L’autrice fa conoscere i numerosi fenomeni accaduti a Chiara, una persona con una vita normale e ricca di giorni sereni e brillanti, e altri con situazioni e sfumature horror e drammatiche.
Con l’egida dell’A.I.D.O. di Alessandria.
Edizioni WE.
Blog: lilianaangeleri.it

Aqua Aura + Lidó Rico | TRA COLOR CHE SONO SOSPESI | Luisa Catucci Gallery | 03.04.-28.05.2021

Artatberlin.com

Aqua Aura + Lidó Rico | TRA COLOR CHE SONO SOSPESI | Luisa Catucci Gallery | 03.04.-28.05.2021

until 28.05. | #2968ARTatBerlin | Luisa Catucci Gallery presents the exhibition TRA COLOR CHE SONO SOSPESI (not taken up into hell and heaven) from 3 April 2021, titled after a quotation from Canto II of the Divine Comedy by Dante Alleghieri, whose death anniversary in 2021 is the 700th. The exhibition presents works by the Italian artist Aqua Aura and the Spanish artist Lidó Rico.

Io era tra color che son sospesi,
e donna mi chiamo` beata e bella,
tal che di comandare io la richiesi.
Dante Alighieri
Divina Commedia, Inferno, Canto II

Among those was I who are in suspense,
And a fair, saintly Lady called to me
In such wise, I besought her to command me.
Dante Alighieri
Divina Commedia, Inferno, Canto II

Gran duol mi prese al cor quando lo ‘ntesi,
pero` che gente di molto valore
conobbi che ‘n quel limbo eran sospesi.
Dante Alighieri
Divina Commedia, Inferno, Canto IV

Great grief seized on my heart when this I heard,
Because some people of much worthiness
I knew, who in that Limbo were suspended.
Dante Alighieri
Divina Commedia, Inferno, Canto IV

ART at Berlin - Luisa Catucci Gallery - LidoRico 4-min

Lidó Rico, Oraculo, 2020

The unusual situation the whole world faced over this past year, forced most of the people to experience an unsettling feeling of suspense. The sequence of Lockdowns, the restrictions of movements, the interruption of daily habits left us with a feeling of fragility, and precariousness, and for many the difficulties or even impossibilities to work properly made us feel closer to Virgil and the other souls that Dante Alighieri suspended in Limbo -the after death place where he left the great but not catholic minds hanging to an eternal wait.

At the same time this suspension reawakened the attention on existential issues and pushed humanity to reargue the “Übermensch” attitude we developed as society – and single being – since a way too long time. We became more aware of the consequences this attitude brought, and still has, on our civilization, on the environment, as much as on our psyche. Since many years the work of Spanish artist Lidó Rico and Italian artist Aqua Aura investigate through different media this themes, so to present a dialog between these two artists seems during these times, mandatory.

Being also 2021 the 700th anniversary of the death of legendary Italian poet Dante Alighieri, and being his description of Limbo weirdly fitting the feelings inducted by the repetition of Lockdowns, to dedicate to him this exhibition seems absolutely proper.

ART at Berlin - Luisa Catucci Gallery - LidoRico 1-min


Lidó Rico, Secadero, 2010, detail many faces

In TRA COLOR CHE SONO SOSPESI we propose a dialog between the latest series of works by the meta-photographer Aqua Aura – presenting his dystopic views of a post-nature post-huminity future, where the feeling of void wait seems to be all what’s left; and a selection of works by Lidó Rico referring to the fear of the void created by the lack of survival of the knowledge acquired in life, when confronted to the inexorable flowing of time.

In the gallery’s front room, the big white empty spaces of Aqua Aura’s series “Farewell Rooms” give to the viewers an immediate feeling of suspension.
Elegant and bright, deprived of any visible life form, these rooms refer to the private mental space where the intellect reorders, clarifies, classifies the ideas either to plan the next action in the world, either to work on the inner balance by letting the redundant mental constructs go.

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Aqua Aura, The Farewell Hall, 2020

The interiors, while having a clear baroque imprint, are transposed into the contemporary aesthetic by the totalitarian use of the color white. On the other hand, in a new shift to the past, their elegant and discreet forms, and the stasis that dominates the scenes, transport us to the bourgeois intimacy of those spaces of thought already described by the Danish painter Vilhelm Hammershøi at the turn of the 19th century, as they would subtly remind of the innate predisposition of the soul to elevate.

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Aqua Aura, Aftermath, 2020

“Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”
Inferno, Canto XXVI

“Consider ye the seed from which ye sprang
Ye were not made to live like unto brutes
But for pursuit of virtue and of knowledge”
Inferno, Canto XXVI

In the same room we will find the installation of great impact of the suspended sculpted heads by Spanish artist Lidó Rico, titled “Secadero De Pensamiento”. For Lidó in a person is included the whole of humanity, and in that sense the individual is considered as a container of universal perceptions and ideas, on top of being a collection of independent and individualist thoughts. The work expresses the concern about the destiny of the concepts and ideas assimilated and formulated by a person throughout his or her life, after measuring with a long amount of time. If it is in the brain -world of ideas- that houses the true strength of humanity, it is in the impermanence of our bodies, that the conflict of our inevitable decrepitude and the lost of our intellect’s archive are experienced. In “Secadero De Pensamiento”, the multitude of suspended heads silently sight while hanging in the wind of oblivion.

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Lidó Rico, Secadero, 2010

«Noi veggiam, come quei c’ha mala luce
le cose», disse, «che ne son lontano;
cotanto ancor ne splende il sommo duce.
Quando s’appressano o son, tutto e` vano
nostro intelletto; e s’altri non ci apporta,
nulla sapem di vostro stato umano.
Pero` comprender puoi che tutta morta
fia nostra conoscenza da quel punto
che del futuro fia chiusa la porta».”
Inferno, Canto X

“We see, like those who have imperfect sight,
The things,” he said, “that distant are from us;
So much still shines on us the Sovereign Ruler.
When they draw near, or are, is wholly vain
Our intellect, and if none brings it to us,
Not anything know we of your human state.
Hence thou canst understand, that wholly dead
Will be our knowledge from the moment when
The portal of the future shall be closed.”
Inferno, Canto X

The other pieces by Aqua Aura included in the show are works from other series by the Italian meta-photographer, created during his forced isolation caused by the pandemic, hitting so harshly his hometown. Futuristic frozen landscapes embedding the last traces of humanity, Museum Halls embedding the last frozen traces of nature, and macroscopic human cells transformed in flowers, make the viewer immediately understand that the artist’s reflections on Nature and ecological matters, as well as his reflections on the beauty, the fragility, and even the toxicity of humankind, are the real protagonists of these rooms.

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Aqua Aura, Chamber of Persistence, 2021

If it is denied to the ecosystem to be the perfect environment for carbon based life to exist, and if it is denied to the human anatomy its role of vessel for thoughts and feelings to exist, the future of humanity gets denied of any positive prediction.

«Per ch’io mi volsi, e vidimi davante
e sotto i piedi un lago che per gelo
avea di vetro e non d’acqua sembiante»
Inferno, Canto XXXII

Whereat I turned me round, and saw before me
And underfoot a lake, that from the frost
The semblance had of glass, and not of water
Inferno, Canto XXXII

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Lidó Rico, Secadero, 2010, Crystal Face

The concept of metaphysical landscape is common as well to Lidó Rico, as we can appreciate in the other pieces included in the show, like in his series “Oracle”. There he uses his hands as a sacred space to embrace the disturbing encapsulated scenes-landscapes pushing the viewer to ponder on the answer of the silent enigmatic questions emerging by them. In not dissimilar way to Dante Alighieri in his Divina Commedia Inferno, Lidó Rico stages the miseries of humanity in his tiny circles, not forgetting to include the observer by a sapient use of mirrors, but at the same time he offers a light of hope through the use of a massive dose of irony. We should all be constantly aware of not taking our selves too seriously.

restammo per veder l’altra fessura
di Malebolge e li altri pianti vani;
e vidila mirabilmente oscura.
Inferno, Canto XXI

We halted to behold another fissure
Of Malebolge and other vain laments;
And I beheld it marvellously dark.
Inferno, Canto XXI

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Aqua Aura, Shelters, Installation view

Downstairs in the Project Room we will find the dramatic video installation by Aqua Aura titled SHELTERS – On the very nature of light: sculptures shaped like icebergs containing videos of a
ime-collapsed 24h Nordic lights.
In this installation the weather’s mutability, from sunshine to stormy, from daytime to nighttime, and the choice of trapping it in the inside of alabaster sculptures, is a clear metaphor for an inner journey, exactly like the whole Divina Commedia.
Even if Dante did find himself wandering in the Forest Dark, and Aqua Aura wanders in iced landscapes, and even if one was clearly manifesting and exalting his religious and political beliefs, while the other one is presenting in a subtle way and with no words what is sacred to him, the soul search toward elevation and the intent to inspire the public to reflections out of the ordinary, make us choose SHELTERS as the perfect piece to end our journey in honor of the most known Italian poet of all time.

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
che’ la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era e` cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant’e` amara che poco e` piu` morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
diro` de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.
Inferno, Canto I

Midway upon the journey of our life
I found myself within a forest dark,
For the straightforward pathway had been lost.
Ah me! how hard a thing it is to say
What was this forest savage, rough, and stern,
Which in the very thought renews the fear.
So bitter is it, death is little more;
But of the good to treat, which there I found,
Speak will I of the other things I saw there.
Inferno, Canto I

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Exhibition period: Saturday, 3rd April to Friday, 28th May 2021TO THE GALLERY

Exhibition Aqua Aura + Lidó Rico – Luisa Catucci Gallery | Zeitgenössische Kunst Berlin Contemporary Art Exhibitions Berlin Galleries | ART at Berlin

Uisp torna in piazza per il GRIDO DELLO SPORT….e io con loro!

LA UISP ANCORA IN PIAZZA “VOGLIAMO RIAPRIRE VOGLIAMO RISTORI” Sabato 24 Aprile p.v. dalle ore 17 alle ore 18 in Piazza Marconi Alessandria, i dirigenti UISP, tecnici e atleti delle società affiliate si ritroveranno ancora una volta per lanciare il “GRIDO DELLO SPORT” Sarà un flash mob di protesta e sensibilizzazione per ribadire, in modo […]

Uisp torna in piazza per il GRIDO DELLO SPORT….e io con loro!

BAROCCO CONTEMPORANEO

COMUNICATO STAMPA

Vincenzo Marsiglia – Barocco Contemporaneo a cura di Matteo Galbiati

Vincenzo Marsiglia (Belvedere Marittimo 1972) presenta il suo nuovo progetto espositivo titolato Barocco Contemporaneo alla Catania Art Gallery, che sarà inaugurato il 22 aprile 2021 alle ore 17.30 e sarà visitabile sino all’11 maggio p.v..
La ricerca pittorica di Marsiglia è già conosciuta in città, dopo la sua personale in galleria nel 2009, la collettiva museale Generazione Astratta IV alle Ciminiere nel 2007, e le altre collettive Altrove Luogo o Poesia nel 2012 e Di Luci e Colori nel 2019 e 2020.
Marsiglia è considerato uno dei più maturi e convincenti artisti della sua generazione, autentico riferimento nel panorama relativo all’Astrazione, dopo aver rappresentato l’Italia nell’omonimo Padiglione alla Biennale di Venezia nel 2011 e l’invito in prestigiose mostre istituzionali in Italia ed all’estero.
Marsiglia, come scrive Matteo Galbiati in catalogo, teso tra rispetto della tradizione e innovazione più sperimentale e attuale, negli anni ha agito come gli artisti dei secoli scorsi che, dediti ad un “saper fare” multidisciplinare e versatile, non si vergognano di passare dalle “arti maggiori” alle “minori” senza soluzione di continuità; anzi sono riusciti ad elevare le seconde al rango delle prime, imponendo proprio, come elemento qualificante, il loro gesto e il loro tocco, la loro identità e il loro impegno. Allo stesso modo, quindi, il nostro artista ha riportato nella contemporaneità un modus operandi che, desunto dal passato, pur radicato nella storia, ha trapiantato in questa nostra attualità temporale – che spesso dimentica la semplicità del fare per avvantaggiarsi dell’effimera meraviglia della spettacolarizzazione superficialmente ridondante – la possibilità di rivedere e reinterpretare la realtà circostante alla luce di tale interferenza che ne consegue da ognuno.
La stella di Marsiglia dichiara sè stessa, la sua autonoma manifestazione e il suo rileggere la verità circostante come qualcosa di modellabile, perché duttile e mai statico, oggetto del relativismo del punto di vista della percezione

Catania Art Gallery
Via Quintino Sella n. 38 E
95129 Catania+39 095 16942185 – 16942025
cataniaartgallery@libero.it

UN’ OPERA DI NADIA PRESOTTO IN MOSTRA IN AUSTRIA

La pandemia non ha fermato l’ artista Nadia Presotto che durante lo lokdown si è dedicata a realizzare una grande tela ad olio, “City of light”, ora esposta in anteprima a Trofaiach in Austria, fino al 9 maggio, per promuovere l’ iniziativa internazionale “See-the-big-Picture” curata da Desmond Doyle. La tela presentata dall’ artista è un luogo d’ incontro tra memoria e immaginazione di uno spazio costruito dall’ uomo. I profili dei grattacieli si differenziano nella luminosità intensa del giorno, aperta a una vastità carica di luce accompagnati in primo piano dal verde della natura.
L’ opera fa parte della serie “Cityscapes”, presentata per la prima volta in una personale in Alessandria nel marzo 2010.
Nadia Presotto, artista italiana nata nel 1952, vive e opera a Conzano (AL). Appassionata d’ arte, frequenta corsi di disegno e gli atelier di numerosi artisti; studia il colore applicato alle varie tecniche, dall’ acquarello all’ olio realizzando tele con i colori ad olio e luminosi acquarelli. Ha frequentato il corso di incisione presso l’ Istituto Belle Arti e partecipato a workshop internazionali.
Ha esposto presso sedi istituzionali e gallerie private in Italia e all’ estero.
Numerose le partecipazioni all’ estero: Londra- Inghilterra, S. Paul de Vence- Francia, Lussemburgo, Rikuzentakata- Giappone; ha partecipato alle Biennali Internazionali dell’ Acquerello di Tirana (Albania); alla V Biennale di Grafica di Kazan e alla Rassegna Internazionale di High Graphic 2020 di Naberzhnye Chelny (Russia). Già presente in Russia nel 2018 al Museo di Stato di kazan e a Mosca presso la Sala degli Artisti Russi. Nel 2020, in febbraio, ha partecipato all’ importante rassegna internazionale di Milano Affordable Art Fair.
Ha partecipato alle Fiere d’ Arte di Reggio Emilia (2008) e Padova (2010) con pubblicazione in catalogo, alle numerose collettive allestite in Verbania (lago Maggiore), al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, al Museo Etmografico di Alessandria. Presente all’ Oratorio Sant’ Ambrogio e la libreria Bocca in galleria di Milano, l’ ex Abbazia San Remigio di Parodi Ligure, al Castello di Piovera, al Museo d’ Arte Contemporanea di Mombercelli (AT), alla Biennale d’ arte in Palazzo Monferrato di Alessandria, Villa Vidua di Conzano, Museo del Legno di Pettenasco, Chiesa San Vittore di Vercelli; personali anche in Oderzo – Cà Lozzio, Palazzo Riggio a Nicosia, galleria Aglaia di Omegna e Galleria Viadeimercati di Vercelli e altre ancora.
Presente al Padiglione Tibet, all’ interno di Padiglione Italia, della 54° Biennale di Venezia, allestito a Torino nel 2011 e in altre rassegne di Padiglione Tibet.
Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private e pubblicate in molteplici cataloghi. Numerosi i critici che si sono dedicati alla sua attività artistica.