PAESAGGI INTERIORI e SIAMO FATTI DI NULLA di Nadia Presotto

COMUNICATO STAMPA

 

MUSEO SAN GIACOMO

Piazza San Giacomo 1

LU MONFERRATO (AL)

PAESAGGI INTERIORI

Mostra personale di NADIA PRESOTTO

e presentazione del libro “SIAMO FATTI DI NULLA”

Curatrice: Lorena Palmieri, Conservatrice Museo San Giacomo

Dal 11 luglio 2021 inaugurazione ore 17.00

Al 29 agosto 2021

Orario di apertura mostra e museo:

sabato dalle 14.30 alle 18 – domenica dalle 10 alle 12.30

per info Museo e-mail: infp@museosangiacomo.it – tel. 0131.740802

oppure nadia.presotto@virgilio.it – tel. 338.3354590

 

 

Lu Monferrato -S’ inaugura domenica 11 luglio alle ore 17 la personale di Nadia Presotto “Paesaggi interiori”, allestita preso il Museo San Giacomo di Lu Monferrato e curata da Lorena Palmieri, Conservatrice del Museo.

Nadia Presotto  ha partecipato a numerose e  importanti rassegne espositive in Italia e all’ estero, a fiere d’ arte, e le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private; sono inoltre pubblicate in numerosi cataloghi.

Questo il testo appositamente redatto dalla curatrice Lorena Palmieri: “Paesaggio interiore” è la memoria storica che ognuno ha dentro di sé, il riflesso di ciò che lo sguardo sul mondo di ciascuno ha “catturato” e conservato nel proprio “archivio emozionale” durante il lungo viaggio di ogni esistenza.

Nessun viaggio è simile ad un altro ma ogni vissuto è modellato dalla presenza costante di “quel paesaggio” fatto di ricordi, stimoli, sensazioni sempre presenti inconsciamente nel dispiegarsi dell’ esperienza quotidiana di ogni individuo. Riaffiorano così legami affettivi che si mescolano ad odori, colori, luoghi, melodie, percezioni associabili ai nostri sensi.

“Catturare” queste “sensazioni” con l’ arte, come ha fatto negli ultimi anni Nadia Presotto con i suoi delicatissimi acquerelli, è come ogni volta fare un viaggio nell’ anima, alla scoperta di sé stessi, delle proprie origini, della propria essenza. Un racconto interiore non semplice, che necessita di grande sensibilità ma anche di perizia tecnica indispensabile per trasformare pure emozioni in qualcosa di percepibile e, soprattutto, palpabile.

L’ artista ha trovato nella complessa tecnica dell’ acquarello “bagnato su bagnato”, la modalità per compiere in modo raffinato questo rigoroso processo creativo.

La selezione di opere scelte per la mostra mette in risalto la ricerca costante e progressiva fatta negli anni dalla pittrice – esperta di botanica – in particolare sul tema assai caro della natura, reso attraverso il ricordo delle campagne venete dell’ infanzia unito alla contemplazione del paesaggio collinare del Monferrato vissuto ancora nel presente. Il risultato è la produzione di composizioni fuori dal tempo e dallo spazio, dove memoria e immaginazione si fondono in un tonalismo liquido e soffuso, talvolta onirico, spesso abbinato ad espressioni cromatiche raggianti che ben riflettono l’ indole vivace e passionale della creatrice”.

La mostra rientra nel progetto “Art Gallery Lu” a cura della direzione del Museo San Giacomo.

Con l’ occasione viene presentato “Siamo fatti di nulla” scritto dall’ artista, con la prefazione della giornalista Silvana Mossano e la postazione della scrittrice Maura Maffei. Parte del ricavato della pubblicazione sarà devoluto ai Ricercatori del DISIT- Università del Piemonte Orientale di Alessandria, per il Dottorato di ricerca sul mesotelioma, in collaborazione con l’ Azienda Ospedaliera di Alessandria, sostenuto dalla Fondazione Solidal Onlus.

L’ evento è realizzato in collaborazione con Associazione Culturale San Giacomo di Lu – Sistema Museale Diocesi di Casale Monferrato – C.S.V. Asti e Alessandria.

Circuiti Museali: MOMU Monferrato Musei – Abbonamento Musei Torino Piemonte – Città e Cattedrali – Associazione Musei Ecclesiastici Italiani.

Patrocinio Comune Lu-Cuccaro Monferrato.

 

Informazioni utili: “Paesaggi interiori” di Nadia Presotto allestita presso Museo San Giacomo in Lu, Piazza San Giacomo 1, è visitabile fino al 29 agosto 2021 . Orario di apertura mostra e museo: sabato dalle 14.30 alle 18 e domenica dalle 10 alle 12.30. Per maggiori informazioni tel. 338.3354590.

 

MUSEO SAN GIACOMO

Piazza San Giacomo 1

LU MONFERRATO (AL)

PAESAGGI INTERIORI

Mostra personale di NADIA PRESOTTO

e presentazione del libro “SIAMO FATTI DI NULLA”

Curatrice: Lorena Palmieri, Conservatrice Museo San Giacomo

Dal 11 luglio 2021 inaugurazione ore 17.00

Al 29 agosto 2021

Orario di apertura mostra e museo:

sabato dalle 14.30 alle 18 – domenica dalle 10 alle 12.30

per info Museo e-mail: infp@museosangiacomo.it – tel. 0131.740802

oppure nadia.presotto@virgilio.it – tel. 338.3354590

Lu Monferrato -S’ inaugura domenica 11 luglio alle ore 17 la personale di Nadia Presotto “Paesaggi interiori”, allestita preso il Museo San Giacomo di Lu Monferrato e curata da Lorena Palmieri, Conservatrice del Museo.

Nadia Presotto  ha partecipato a numerose e  importanti rassegne espositive in Italia e all’ estero, a fiere d’ arte, e le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private; sono inoltre pubblicate in numerosi cataloghi.

Questo il testo appositamente redatto dalla curatrice Lorena Palmieri: “Paesaggio interiore” è la memoria storica che ognuno ha dentro di sé, il riflesso di ciò che lo sguardo sul mondo di ciascuno ha “catturato” e conservato nel proprio “archivio emozionale” durante il lungo viaggio di ogni esistenza.

Nessun viaggio è simile ad un altro ma ogni vissuto è modellato dalla presenza costante di “quel paesaggio” fatto di ricordi, stimoli, sensazioni sempre presenti inconsciamente nel dispiegarsi dell’ esperienza quotidiana di ogni individuo. Riaffiorano così legami affettivi che si mescolano ad odori, colori, luoghi, melodie, percezioni associabili ai nostri sensi.

“Catturare” queste “sensazioni” con l’ arte, come ha fatto negli ultimi anni Nadia Presotto con i suoi delicatissimi acquerelli, è come ogni volta fare un viaggio nell’ anima, alla scoperta di sé stessi, delle proprie origini, della propria essenza. Un racconto interiore non semplice, che necessita di grande sensibilità ma anche di perizia tecnica indispensabile per trasformare pure emozioni in qualcosa di percepibile e, soprattutto, palpabile.

L’ artista ha trovato nella complessa tecnica dell’ acquarello “bagnato su bagnato”, la modalità per compiere in modo raffinato questo rigoroso processo creativo.

La selezione di opere scelte per la mostra mette in risalto la ricerca costante e progressiva fatta negli anni dalla pittrice – esperta di botanica – in particolare sul tema assai caro della natura, reso attraverso il ricordo delle campagne venete dell’ infanzia unito alla contemplazione del paesaggio collinare del Monferrato vissuto ancora nel presente. Il risultato è la produzione di composizioni fuori dal tempo e dallo spazio, dove memoria e immaginazione si fondono in un tonalismo liquido e soffuso, talvolta onirico, spesso abbinato ad espressioni cromatiche raggianti che ben riflettono l’ indole vivace e passionale della creatrice”.

La mostra rientra nel progetto “Art Gallery Lu” a cura della direzione del Museo San Giacomo.

L’artista Nadia Presotto

Con l’ occasione viene presentato “Siamo fatti di nulla” scritto dall’ artista, con la prefazione della giornalista Silvana Mossano e la postazione della scrittrice Maura Maffei. Parte del ricavato della pubblicazione sarà devoluto ai Ricercatori del DISIT- Università del Piemonte Orientale di Alessandria, per il Dottorato di ricerca sul mesotelioma, in collaborazione con l’ Azienda Ospedaliera di Alessandria, sostenuto dalla Fondazione Solidal Onlus.

L’ evento è realizzato in collaborazione con Associazione Culturale San Giacomo di Lu – Sistema Museale Diocesi di Casale Monferrato – C.S.V. Asti e Alessandria.

Circuiti Museali: MOMU Monferrato Musei – Abbonamento Musei Torino Piemonte – Città e Cattedrali – Associazione Musei Ecclesiastici Italiani.

Patrocinio Comune Lu-Cuccaro Monferrato.

 

Informazioni utili: “Paesaggi interiori” di Nadia Presotto allestita presso Museo San Giacomo in Lu, Piazza San Giacomo 1, è visitabile fino al 29 agosto 2021 . Orario di apertura mostra e museo: sabato dalle 14.30 alle 18 e domenica dalle 10 alle 12.30. Per maggiori informazioni tel. 338.3354590.

 

COME UN FILM IN BIANCO E NERO di Fulvio FERRUA

Intervista di Lia Tommi di Alessandria Today

Tra qualche giorno chiuderà la bella mostra di Fulvio FERRUA.

Lo abbiamo incontrato ed è stato Intervistato da Lia Tommi di Alessandria Today

 

                                                                  

Fabrizio PRIANO

Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee

nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19)

ha ha organizzato presso SALTALLOCCHIO CAFÈ Corso Acqui, 123  – Alessandria

 la MOSTRA FOTOGRAFICA dal titolo“Come un film in bianco e nero “ di  Fulvio FERRUA

Evento del Progetto ARTE DIFFUSA

Fabrizio PRIANO 

Presidente dell’Associazione Culturale  Libera Mente-Laboratorio di Idee ha commentato :

 “Con la mostra  fotografica dedicata a  Fulvio FERRUA proseguono gli appuntamenti  del Progetto  ARTE DIFFUSA,  eventi dedicati all’Arte presso alcuni locali della nostra Città.  Fulvio FERRUA, artista dalla spiccata sensibilità presenta un emozionante percorso fotografico caratterizzato da un elegante bianco e nero”.

Fulvio FERRUA, in riferimento all’esposizione , afferma  : Attimi coloratissimi del presente che rapidamente stingono e diventano ricordi. Per me la fotografia in bianco e nero è questo, guardare ora quello che non è già più”.

 

Fulvio FERRUA 

Leva 1960, alessandrino,  ho iniziato ad occuparmi di fotografia  appena guadagnate le prime lire per acquistare una fotocamera, una gloriosa Nikon FM. 

Era il 1983 e la mia esigenza primaria, dal punto di vista fotografico, era la semplice documentazione delle mie escursioni in Alpi, giacchè l’alpinismo è sempre stata la mia passione principale. Per diversi anni ho accumulato montagne di diapositive, sentieri, laghi, torrenti, nevai,  ma non c’era sino a quel momento l’idea di quello che realmente poteva essere per me la fotografia.

Dopo aver consumato centinaia di rullini un bel giorno la mia fotocamera è rimasta chiusa in un cassetto e non ne ho sentito la mancanza per almeno cinque anni. Nel 2006, con l’avvento delle prime fotocamere digitali di buon livello, preso da pura curiosità, ne ho acquistato una.  Ricominciando a fotografare mi sono reso conto che era cambiato totalmente lo scopo. Di fatto in quegli anni mi ero trasferito nel Monferrato  ed in breve tempo mi sono reso conto della bellezza e della particolarità di quei luoghi. Vivendolo quotidianamente il Monferrato è presto diventato uno dei miei soggetti prediletti.  Tra colline e vigneti ho scoperto luci e colori che mi hanno fatto innamorare.

Tra me e loro è nata una simbiosi, lì mi sento a casa. Quando mi sento stanco o triste vi trovo rifugio o conforto. La fotografia a questo punto è diventata un mezzo per registrare queste sensazioni non solo visive e per comunicarle agli altri.

Spesso nelle mie fotografie uso gli alberi perché sento di assomigliare a loro. Come loro assisto al passare delle stagioni e con loro sto invecchiando.

Amo camminare tra le vigne con qualunque condizione metereologica, sentire il vento e cercare di fotografarlo, vedere la fine del giorno e anche oltre.

Come ogni fotografo che abbia davvero la voglia di comunicare  da anni espongo le mie foto dove ho l’opportunità di farlo, ma non sono assolutamente un fotografo ‘mostraiolo’ perchè la fotografia per me resta prevalentemente un fatto personale, molto intimo.

Non amo nemmeno definirmi solo un paesaggista, già che negli anni ho imparato che lo stesso intento e gli stessi principi usati per fotografare paesaggi possono essere impiegati  anche nella macrofotografia, nello still life, nella foto di strada e, perché no, anche nel fotografare le persone….. anche nella fotografia più concettuale.

Potrei affermare che il Monferrato per me è stato un luogo di partenza grazie al quale ho trovato lo stimolo per vedere e fotografare altro. Ho però la fortuna di abitarci e quindi mi ci rifugio appena posso o ne sento l’esigenza.  “Tutto è paesaggio, niente è solo paesaggio”.

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

WALTER SICCARDI, ATTORE, STUNTMAN…

Walter Siccardi Attore, Stuntman, Maestro d’Arme, Consulente storico, addestramento Attori, Ha lavorato in diversi film tra i quali : I Cavalieri che fecero l’impresa, King Artur, Rome, LA freccia nera, Il bene e il male, The Twilight Saga: New Moon, Robin Hood di Ridley Scott, Spider-Man far from home, ecc Apprezzato a livello internazionale, vive da anni nella Provincia di Alessandria.

Walter Siccardi

https://www.fantasymagazine.it/11624/walter-siccardi-un-mestiere-vissuto-pericolosamente

La Stampa

999 – L’ORIGINE di Carlo A. Martigli

Carlo A. Martigli
999 – L’ORIGINE

A dieci anni dal besteller internazionale 999 – L’ultimo custode, Carlo A. Martigli torna a raccontare del mistico libro dettato da Cristo alla vigilia della Passione, e dei sacrifici, degli intrighi e dei delitti che nei secoli per lui si sono consumati.

FOCUS

  1. Un’originale e riuscita ibridazione di prequel e sequel, un doppio racconto intrecciato a cavallo di due millenni, che narra gli antefatti e insieme la conclusione della vicenda al centro di 999 – L’ultimo custode.
  2. 999 – L’ultimo custode è senza ombra di dubbio uno dei casi editoriali più clamorosi degli anni Zero. Battezzato dalla stampa “Il Codice Da Vinci italiano”, ha venduto più di trecentomila copie solo nel nostro Paese ed è stato tradotto in 16 lingue.
  3. Dalla Galilea di un inedito Cristo alla Roma dei giorni nostri, un’avventura senza respiro in cui si alternano gli afflati più alti e le bassezze più infime che l’essere umano può toccare nella sua sete di verità e di potere.

Galilea, anno 3793 del calendario ebraico. Il popolano Gesù decide di sfruttare la convinzione diffusa che lo vede il Messia promesso nell’Antico Testamento per diffondere il più possibile la sua filosofia illuminata, matriarcale e rivoluzionaria. Alla vigilia dell’arresto per ordine del governo romano, Gesù consegna ai suoi discepoli un libro colmo di insegnamenti, eleggendo a successore Maria di Magdala. Ma Pietro, roso dall’invidia, con uno stratagemma la fa scacciare, e Maria è costretta a fuggire in Gallia insieme alla doppia eredità che Gesù le ha lasciato: il libro e il figlio che porta in grembo. O meglio, la figlia, come risulta al momento del parto, a cui viene dato il nome di Isha. Ma la fama del libro leggendario arriva presto alle orecchie dell’imperatore Claudio… Le vere parole di Cristo non hanno smesso di nutrire intrighi e segreti anche ai giorni nostri: dopo secoli in cui il libro è stato custodito e secretato da un gruppo di custodi, Giacomo de Mola, colui che attualmente lo conserva, incontra Maria, una bambina in pericolo tra le mura della sua stessa casa, che mostra un’inconfutabile sintonia con il libro. E che forse è l’anello per far cambiare rotta ai custodi, e convincerli a diffondere il libro come avrebbe voluto il suo creatore…

L’AUTORE
Carlo A. Martigli, toscano, scrittore poliedrico, eccellente divulgatore, profondo conoscitore di storia antica e moderna, ha venduto nel mondo più di due milioni di copie.

DATI TECNICI
Collana: OMNIBUS
€ 20,00
pp. 500
Uscita: giugno 2021
Cod.

LE MANI DEL MAGO Sergio Viganò il massaggiatore dei Campioni di Massimo Brusasco

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee ha organizzato
(nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19)
la presentazione del libro dal titolo
“LE MANI DEL MAGO
Sergio Viganò il massaggiatore dei Campioni ”
di Massimo Brusasco
Presso CENTO GRIGIO
Via Edoardo Bonardi , 25 – 15121 Alessandria
Venerdì 25 giugno 2021 alle ore 18,30


Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee ha commentato :
“Ricominciare a presentare libri dopo la lunga chiusura forzata dovuta alla pandemia e’ un bel modo per ritrovare la normalità.
Il fatto poi di presentare un libro scritto da un amico come Massimo Brusasco di cui ho già avuto modo di presentare libri nel passato con grande successo, dovuto alla sua innata simpatia oltre che alla sua bravura nello scrivere è un altro aspetto molto positivo.Il libro che presentiamo parla di Sergio Vigano’, un grande personaggio Alessandrino e grande uomo di sport, con un curriculum straordinario ed è la ciliegina sulla torta, finalmente si riparte e lo si fa con due amici di grande valore.”


LE MANI DEL MAGO
di Massimo Brusasco
Sergio Giosuè Viganò, classe 1941, è stato uno dei più importanti massofisioterapisti del calcio italiano, anche se il calcio italiano non lo sa. O meglio: non lo sa il grande pubblico, perché gli atleti, compresi campioni di primissimo piano, ben conoscono le virtù di quest’uomo dal vocione imponente e dalla tecnica innovativa.
Molti di loro erano soliti rivolgersi a lui malgrado fosse alle dipendenze di altre squadre. E c’è chi continua a farlo, raggiungendo Lu, il paese del Monferrato dove Viganò, nativo di Garbagnate, nel Milanese, s’è trasferito convinto da un cuoco, diventato il suo amico più fidato. Oltre a Roberto Mancini, s’intende. Sì, perché è il tecnico della Nazionale e Viganò formano un binomio quasi indissolubile. Si sono conosciuti per caso, non si sono più lasciati. Mancini ha voluto con sé Viganò come massaggiatore alla Sampdoria (quella che vinse lo scudetto e arrivò in finale in Champions League), poi alla Lazio. E quando è diventato tecnico della formazione biancazzurra, ha preteso il suo sodale nello staff. Stessa cosa all’Inter, poi al Manchester City, poi ancora all’Inter…
Viganò ha vissuto stagioni memorabili. Ha massaggiato il meglio dei calciatori europei, instaurando straordinari rapporti con Vialli, Mihailovic, Lombardo, Tevez, Platt, Montella, Gregucci, che lo considera un secondo padre. Ha lavorato con Gullit, Ibrahimovic e Ronaldo il fenomeno. Ha vinto talmente tanto che lui neanche si ricorda…
Figlio di un massaggiatore scudettato (il padre Luigi, col Cagliari nel 1970), Viganò ha un curriculum straordinario in cui fa capolino addirittura Giovanni Paolo II.
“Le mani del mago” racconta la vita di un uomo tutt’altro che perfetto, ma protagonista dietro le quinte dove, decisivo per accelerare i tempi di recupero dei calciatori, è stato sempre molto apprezzato. E’ anche un libro sull’amicizia, a cominciare da quella con Mancini. Che di lui dice: “Ho un sogno: portarlo con me in Nazionale e vincere insieme gli Europei del 2020”.
Il libro include interviste a nomi celebri del calcio italiano, a cominciare da Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale di calcio.


Sergio Viganò, classe 1941, è uno dei massaggiatori e fisioterapisti più noti d’Italia. Lombardo di Garbagnate, da tempo abita a Lu Monferrato. Dopo molti anni nello staff dell’Alessandria Calcio, Viganò si è imbattuto (tra vari calciatori che ha assistito…) in Roberto Mancini, attuale ct della Nazionale. E’ nato un sodalizio straordinario: Viganò ha seguito Mancini (prima calciatore, poi allenatore) alla Sampdoria, alla Lazio, all’Inter e al Manchester City. Ovunque ha vinto lo scudetto. Viganò ha lavorato col meglio del calcio mondiale, da Ronaldo a Gullit, da Tevez a Ibrahimovic, da Vialli ad Aguero…


L’AUTORE
Massimo Brusasco, classe 1970, giornalista professionista, ha pubblicato libri e vinto concorsi letterari. Autore Siae, scrive anche per il teatro e il cabaret. Conduce trasmissioni radiofoniche e il talk show teatrale ‘Il salotto del mandrogno’. Dal 2005 si racconta sul sito http://www.massimobrusasco.it

Galleria fotografica dell’evento presso Centogrigio di Alessandria

Intervista all’artista Aqua Aura di Ermanno Tedeschi su Web Garden

Web-garden.it

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3017591085142618&id=100006752676751&sfnsn=scwspmo

Web Garden

Intervista a Aqua Aura

di: Ermanno Tedeschi

“Ogni componente reale del mondo costruisce la mia idea di immagine, un meta-mondo di sfera che contiene tutto il visibile. Mi occupo di arte visiva e quindi il terreno primo è ciò che noi vediamo e come lo vediamo.” Questa è la definizione della propria poetica artistica data da Aqua Aura, artista del sublime e dell’infinitamente piccolo e che vi vogliamo presentare oggi.

“Ogni componente reale del mondo costruisce la mia idea di immagine, un meta-mondo di sfera che contiene tutto il visibile. Mi occupo di arte visiva e quindi il terreno primo è ciò che noi vediamo e come lo vediamo.”

WebGarden: Aqua Aura, perché hai scelto uno pseudonimo?

La scelta del nome ha a che vedere con la mia storia personale e  con quella professionale. Avendo avuto una piccola storia da artista negli anni ’90 e avendo fatto altro per 12 anni, nel ritorno all’arte avevo bisogno di un nome che creasse una divergenza tra il passato e il presente. 

Aqua Aura è un quarzo modificato dall’uomo. Il suo nome mi piaceva per due ragioni: la prima perché ha quasi una simmetria, simmetria imperfetta perché negata da una lettera, ed è anche quello su cui lavoro, ordine e disordine. L’altra componente perché l’aqua aura subisce una modificazione da un agire umano: è un elemento che ha subito una mutazione, un po’ come me.

WebGarden: Siamo abituati a vedere la natura che ci circonda a occhio nudo. Le tue fotografie, opere d’arte, approfondiscono e ingrandiscono le immagini naturali manipolandole, fino a ottenere quel mix di poesia e scienza che caratterizza i tuoi lavori. Come vengono create le tue opere? Che tecnologie utilizzi per la loro realizzazione e stampa?

Le tecnologie sono quelle utilizzate oggi nel cinema e nella comunicazione in generale, tutti software relativi alla gestione delle immagini fotografiche e all’apparato 3d. 

I lavori seguono due linee contrapposte: nella prima le immagini si compongono nella mente in una sorta di rivelazione, un’annunciazione, nella seconda, invece, si entra in una modalità da laboratorio, si prova, si cercano le relazioni tra le immagini, nelle loro geometrie, nelle loro alchimie. Si testano, insomma, le possibilità degli oggetti e delle immagini di stare insieme e spesso è un lavoro lungo che può richiedere anche dei mesi. 

WebGarden: Web Garden è un progetto che guarda il bello e la natura: qual è il tuo rapporto con la natura? E quanto influisce sul tuo lavoro?

La natura in realtà è per me uno dei due paradigmi con cui mi trovo a relazionarmi. Il primo è il pensiero. Il secondo è la natura. Il primo in realtà è all’interno di ognuno di noi, è la meccanica della nostra mente.

La seconda è una forma alterata, quella che preferisco, perché ha a che fare con un senso di assoluto. Siccome questo senso di assoluto è in dissoluzione nel nostro momento storico, si preferisce la frammentazione.

Questo per me è un caposaldo di un’estrema autorità, dell’attività spirituale, che credo sia ancora uno degli elementi costitutivi dell’espressione artistica: è pervasiva, ma è anche è una cosa che sta svanendo. E quindi questa sensazione di sparizione è per me fondamentale: la ricerco nelle opere, la indago nelle opere. Pur essendo sempre alla ribalta per questioni di tipo ecologista, in realtà è una delle componenti del nostro mondo che si tende a dimenticare molto velocemente.

WebGarden: In alcune tue serie accosti ingrandimenti esagerati di componenti del nostro corpo con elementi naturali di facile riconoscibilità come i fiori. Che cosa ti ha portato ad accostare insieme il mondo umano e quello vegetale?

Mi ci ha portato un’idea prettamente scientifica, cioè nell’infinitamente piccolo queste differenze non esistono. L’infinitamente piccolo di un corpo umano rispetto a quello di altri organismi è la stessa cosa, in cui la vera dinamica è la relazione tra le particelle. Sostanzialmente la costruzione di questo mondo e composizione universale è possibile nell’infinitamente piccolo.

La mia radice è sempre scientifica e poi ricade su un territorio narrativo, di contemplazione.

WebGarden: Come  nasce l’accostamento delle diverse componenti delle fotografie?

Nasce su percorsi di ricerca, non in senso scientifico, nel senso di provare e riprovare. La vicinanza tra un fiore, una pianta e gli elementi che fanno parte del corpo umano parte da un accumulo di immagini.

Parto dal presupposto che esiste un ritratto del mondo che contiene tutte queste componenti, noi siamo creatori di immagini del mondo, tutti quelli che caricano immagini sulla rete vanno in qualche modo a costituire una porzione di mosaico infinito, il racconto per immagini del mondo. Io sono un collezionista di immagini, che fanno parte sia del visibile, che dell’invisibile, dove per invisibile intendo quello documentato dalle macchine, che estendono la capacità del nostro occhio.

Tutto questo apparato, dall’infinitamente piccolo, all’universalmente grande, è privo di gerarchia.

WebGarden: Ci sono organismi che ancora non hai studiato e vorresti approfondire?

Non li definirei organismi, sono le particelle elementari: è molto tempo che sto riflettendo su come approcciare questo mondo dell’invisibile. Non sono ancora riuscito a focalizzare il metodo, ma non demordo. L’altra componente che vorrei indagare è l’energia che viaggia nello spazio e questa ricerca mi spinge ad accostarmi alla fisica teorica.

WebGarden: Che cosa rappresenta per te la scienza oggi? Che rapporto hai con gli scienziati?

n questo tempo la scienza è la vera protagonista del nostro universo. Ci siamo abituati alla scienza come a qualcuno che ci deve dare una verità assoluta in cui muoverci. In realtà io sono più attratto da quel mondo della scienza che è pura intuizione, quindi dalla fisica teorica, che poggia il suo fare su dati scientifici accertati, in realtà richiede un grande sforzo immaginativo, richiede la capacità di creare mondi puramente teorici, puramente immaginari.

Ora questa capacità, che è sempre stata appannaggio degli artisti, credo che oggi nelle frange delle teorie cosmologiche della materia venga posseduta completamente, come se ci fosse stato uno slittamento, oltre all’arte, lo scienziato teorico possiede queste capacità immaginativa, che poi a differenza dell’arte deve venire cercata e confermata. Ma questo infinito universo di ricreazione mentale del mondo è una componente di forte attrazione per me. Credo sia la forza che più importante della scienza. 

WebGarden:

Ti dividi tra Milano e l’Islanda: quanto ti ha influenzato la cultura nordica nei tuoi lavori? In Islanda il rapporto uomo natura è diverso da quello italiano?

Io sono un ricercatore del concetto di sublime, che è un concetto anacronistico. Ma questo elemento della totalità è naturale trovarlo nei luoghi del selvaggio estremo. Questa wilderness oggi più che alla giungla ottocentesca appartiene a questi mondi, nell’estremo nord e estremo sud del mondo. In questi luoghi la luce è una componente fondamentale, sopratutto per me che vengo dal mondo della fotografia: sono stati luoghi di attrazione totale ed è qui che ho trovato il materiale del mio racconto e che mi ha accompagnato nella mia ricerca artistica dal 2011 a oggi.

WebGarden: Hai mai pensato di trasformare le tue creazioni in opere tridimensionali?

Assolutamente sì e ci sono stati tentativi in passato con la tecnologia della prototipazione e con tecnologie più tradizionali come la scultura su alabastro. Mi sono però limitato ad alcune componenti del mio lavoro, come quelle molecolari, piuttosto quelle dell’estremamente piccolo.

Sono alla continua ricerca di una tecnologia che permetta un’opera che sia un concetto più esteso. Mi immagino una fisicità che porti un coinvolgimento fisico allo spettatore. Un elemento reale ius cui vivere come un’architettura. Quando avrò trovato la mia tecnologia, il mio meccanismo, saprò essere più preciso. O forse non ce ne sarà bisogno perché a quel punto ci sarà l’opera che parlerà per me.

TACCHE DAL GHETTO di Franco GALLIANI

“Tacche dal ghetto: Tacche come quelle delle stecche a militare o in carcere. Ogni giorno una tacca, con le impressioni del momento per ricordare a suo tempo”

Singolare diario al tempo del lockdown di Franco Galliani.

Ogni giorno un pensiero, un’immagine, una considerazione di un uomo che aveva una vita sociale intensa e come tanti si è ritrovato chiuso nella propria abitazione con tutte le limitazioni delle disposizioni di legge ma sopratutto con l’isolamento e la preoccupazione per qualcosa di intangibile eppure così aggressivo da poter togliere la vita in modo brutale.

Franco non si da per vinto ma lotta con attenzione e prudenza cercando nei limiti del possibile di arrivare indenne alla fine della pandemia.

Le lunghe telefonate, i post e le video conferenze sui Social, le parole scambiate dai balconi, qualche camminata, la cucina, le letture, i film gli infondono la forza per resistere e quando tutto sembra risolto ecco ripresentarsi le limitazioni : zona rossa, zona gialla e nuovamente la preoccupazione sempre con la sua solita razionalità !!!

Scrivere lo ha aiutato a superare il complicato periodo, sopratutto ha cercato di usare nei suoi appunti l’umorismo che lo contraddistingue per poter stemperare le difficoltà della situazione.

Questi scritti ci rappresentano e ci riconosciamo nei pensieri e nelle preoccupazioni, nell’isolamento che ha vissuto Franco Galliani e non solo lui, per non dimenticare, perché ciò che abbiamo è immenso anche quando è poco: la voglia di vivere, la speranza, il riappropriarsi della propria vita, delle proprie abitudini, dei propri affetti!

Franco GALLIANI

Alessandrino, classe ’56. Ha vinto il concorso di poesia dialettale FOZZI-LOCARDI 2019. Co-ideatore/organizzatore/conduttore del VI PIACE micofestival di letture ad Alta Voce. Organizzatore e conduttore con Fabio Gagliardi dell’ OPEN MIC, serate di buone letture con accompagnamento musicale.

Nelle foto: Franco Galliani ed il suo libro davanti ai quadri che rapprentano ” cuori” dell’Artista Fabio Gagliardi

WIDE ANGLE – Berlin

WIDE ANGLE
 
Nadia Galbiati
Enrico Pietracci
______________________________________

Vernissage of the exhibition WIDE ANGLE June 23rd 2021 with Italian artists Nadia Galbiati and Enrico Pietracci.

June 23rd – July 23rd 2021

LUISA CATUCCI GALLERY

Allerstr. 38, 12049 Berlin

U8 Leinestr. – Boddinstr
Email: info@luisacatucci.com
Phone: +49.176.20404636

Tuesday to Friday 11am – 6pm
or by appointment

LUISA CATUCCI GALLERY

WIDE ANGLE

Nadia Galbiati – Enrico Pietracci

Vernissage: Wednesday, June 23rd, 6-9 pm exhibition running until July 23rd 2021

Elaborazioni di fotografie urbane ed estrapolazioni scultoree di spazi architettonici sono i protagonisti della mostra WIDE ANGLES degli artisti italiani Nadia Galbiati ed Enrico Pietracci, ospitata negli show room della Galleria Luisa Catucci, a Berlino SchillerkiezNeukölln. 

Nadia Galbiati, scultrice milanese, fonda la sua ricerca sullo studio degli angoli nell’architettura contemporanea, e sul loro ruolo fondamentale nella definizione di uno spazio fisico, ponendo come fondamento del rapporto tra vuoto e materia. Le sue sculture sono il risultato sintetico dell’osservazione analitica di questi angoli, in relazione ai volumi e alle linee negli spazi e nelle architetture urbane – con una predilezione per l’architettura razionale degli anni Trenta. Reinterpretando il paesaggio urbano e le macrostrutture degli edifici in sculture e lastre metalliche incise di dimensioni relativamente ridotte, Galbiati crea un nuovo tipo di spazio – ricordando leggermente El Lissitzky e il Bauhaus e i movimenti costruttivisti –dove lo spettatore diventa improvvisamente consapevole dell’equilibrio taoista tra pieno e vuoto, solido e aereo.

Il fotografo berlinese Enrico Pietracci presenterà pezzi della sua serie di fotoestrapolazioni urbane di chiara influenza neoplastica. Allungando alcuni pixel delle sue fotografie grandangolari di edifici di Berlino, Pietracci finisce per creare immagini forti dove – come nel momento De Stijl – il principio fondamentale della geometria della retta, del quadrato e del rettangolo, unito a un la forte asimmetria, con l’uso predominante di tinte unite pure, e il rapporto tra elementi positivi e negativi in una disposizione di forme e linee non oggettive, regnano incontrastate. La superficie tinta unita dei pixel allungati crea un affascinante contrasto con i tanti dettagli degli elementi prettamente fotografici, ricchi di tracce di umanità, trasportando l’opera su un piano cyber-metafisico. 

Berlin – Germany

Allerstr. 38, 12049 U8 Leinestr. – Boddinstr.

Open:

TUE – FRI 11AM – 6PM or by appointment

Wide Angle

WIDE ANGLE Nadia Galbiati – Enrico Pietracci

Vernissage: Wednesday, June 23rd, 6-9 pm, both artists present.

exhibition running until July 23rd 2021

Elaborations of urban photographs and sculptural extrapolations of architectural spaces are the protagonists of the exhibition WIDE ANGLES by Italian artists Nadia Galbiati and Enrico Pietracci, hosted in the show rooms of Luisa Catucci Gallery, in Berlin Schillerkiez-Neukölln. 

Nadia Galbiati, sculptress from Milan, bases her research on the study of angles in contemporary architecture, and their fundamental role to define a physical space, placing the as foundation of the relationship between empty space and material.  Her sculptures are the synthetic result of the analytic observation of these angles, in relation to the volumes and lines in urban spaces and architectures – with a predilection for the rational architecture of the 1930s. By reinterpreting the urban landscape and the macro-structures of buildings into sculptures and engraved metal plates of relatively small dimensions, Galbiati creates a new type of space – slightly reminding of El Lissitzky and the Bauhaus and constructivist movements – where the viewer becomes suddenly aware of the Taoist balance between full and empty, solid and aery.

The Berlin based photographer Enrico Pietracci will present pieces from his series of urban photo-extrapolations of clear neoplastic influence. By stretching a few pixels of his wide-angle photographs of buildings of Berlin, Pietracci ends up creating strong images where – like in the De Stijl moment – the fundamental principle of the geometry of the straight line, square, and rectangle, combined with a strong asymmetry, with the predominant use of pure plain colors, and the relationship between positive and negative elements in an arrangement of non-objective forms and lines, rule undisputed. The plain colored surface of the stretched pixels creates a fascinating contrast with the many details of the purely photographic elements, rich of traces of humanity, transporting the work on to a  cyber-metaphysical level.

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Berlin:

Allerstr. 38, 12049 U8 Leinestr. – Boddinstr.

Open:

TUE – FRI

11AM – 6PM or by appointment

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HORNE PLEASE di Simonetta Gorsegno

 

Simonetta Gorsegno

Vive ad Alessandria dove è nata nel 1963. Lavora nel Municipio della sua città.

Ha viaggiato in molti paesi del mondo, prendendo appunti su un taccuino che porta sempre con sé.

Scrive per hobby su un giornale locale racconti di viaggio e conduce una rubrica radiofonica dal titolo “Bagaglio a Mano” su radio Alex 89.9.

Scrive in una rubrica di viaggi del giornale on line: “Alessandria24.com”

Alcuni racconti sono stati inseriti nella antologie delle case editrici:

Historica Edizioni, Apollo Edizioni, L’Argolibro,  Rudis Edizioni

Ha vinto nel 2019 un premio letterario nel Comune di Aversa con un racconto dal titolo: “In una tenda Qashqai”, menzione d’onore al concorso letterario “A mio padre” per Apollo Edizioni nel 2021 e ha conseguito il secondo posto nel concorso letterario Premio Scriptura 2021.

 

 “Horn please” suona come un mantra. Un invito all’uso del clacson che campeggia su tutti i camion istoriati del continente indiano. Una “regola” al di fuori delle regole, praticata da chiunque sia alla guida di un’auto, moto o tuk tuk. Sulla scia di incessanti e fastidiosi frastuoni si snoda il racconto per le strade del Rajasthan tra ingorghi colossali, pittoreschi villaggi, animali sdraiati nel bel mezzo delle carreggiate e colorati mercati straripanti di carretti, di frutta e spezie. Il leit motiv è il viaggio in automobile di una turista italiana con Lok, un autista indiano, un tipo bislacco, che suona il clacson continuamente e a cui interessa soltanto il tintinnare delle rupie in tasca. L’itinerario di viaggio si schiude agli occhi della turista in un universo di bellezze impensate diventando soprattutto esperienza morale e sensoriale. L’India, da tempo sognata, si rivela come un incantesimo inspiegabile dentro cui è piacevole cadere, ma una volta entrata non c’è via d’uscita, proprio come in un cerchio magico, in cui ruota la società indiana accecata di spiritualità e presidiata a ogni angolo da un Dio declinato in infinite forme e reincarnazioni, disseminato nella natura, sottoforma di animale o nascosto tra le colonne di un tempio. Nel corso del viaggio non mancheranno i contrattempi le tensioni, le situazioni difficoltose, né tantomeno le sorprese. Le capiterà infatti di arrivare al tempio del motociclista su cui aleggia la strana leggenda di un centauro che perse la vita in un incidente in motocicletta e di come quest’ultima, più volte recuperata e portata al commissariato, continuasse a ritornare sul luogo dell’incidente. Il popolo indiano interpretò questo fatto come un segno divino e perciò fece erigere un tempio per venerare la motocicletta divinizzata.

Di città in città il viaggio continua. Accanto a luoghi leggendari, fortezze e residenze fiabesche, che paiono vere e proprie illusioni ottiche, ruotano gli sguardi dolenti del deplorevole teatro della povertà. Nell’aria che profuma di incenso, tra il maleodorante odore dei rifiuti per strada  e il rumore incessante delle auto in corsa, la turista osserva quel modo di vita estraneo a un occidentale, riflettendo sui temi che si ripropongono e si contrappongono a ogni angolo di strada: bellezza e orrore, ricchezza e povertà.

L’India, in un primo momento, parrà priva di logica agli occhi dell’incantata turista. La destabilizzerà salvo poi ammaliarla, per quel concentrato di contraddizioni di cui quasi mai riesce a cogliere il senso profondo. Non le resterà altro da fare che introiettarle come fosse un grande assurdo spettacolo che si presenta al finestrino dell’automobile su cui viaggia, fino a quando con il passare dei giorni le immagini affastellate di quello strano paese diventeranno più chiare e decifrabili, come la tela  imbrattata del pittore si trasforma in dipinto. L’autista gioca un ruolo chiave nella storia. Lo stretto contatto con lui, malgrado i suoi madornali difetti, descritti non senza ironia, contribuisce a trasformare l’avventura di viaggio in esperienza di vita. Nonostante alcuni lati del carattere di Lok siano per la turista italiana difficili da sopportare, non tutto  di lui è da buttare. Anzi, grazie a Lok, sarà invitata a una cena particolare, a casa di parenti. Entrerà così in contatto con l’autentico sapore della tradizione indiana.

In Alessandria il libro è in vendita presso la libreria Berardini di via della Vittoria, 87 e al Cristo presso la Cartolibreria La Fenice Corso Acqui, 112.

È ordinabile presso la casa editriCe : Sillabe di Sale editore di Torino e sui siti on line: Feltrinelli, Libraccio, Amazon.

Giovanna CHIARLO Artista Alessandrina

Articoli di Franco Montaldo Oggicronaca e di Redazione Alessandria24.com 

Personaggi Alessandrini: l’arte di Giovanna Chiarlo, il ferro amalgamato con la scultura

Oggicronaca. 11 Set, 2017 | Personaggi Alessandrini | Franco Montaldo

Personaggi Alessandrini: l’arte di Giovanna Chiarlo, il ferro amalgamato con la scultura

Giovanna è nata in Alessandria, ha studiato al liceo artistico con il conseguimento del master in architettura: ora vive e lavora a Siniscola, vicino a Nuoro, in uno dei luoghi più suggestivi della Sardegna.

Il suo innato talento s’esprime attraverso il ferro, manipolato come se fosse plastilina, o poco più.

Quando lo sguardo dell’osservatore si posa sui lavori usciti dalle sue mani, rimane perplesso per un momento, quasi a meditare sul ferro, un materiale con cui è meglio non prendere confidenza, anzi da tener ben lontano dall’essere manipolato: eppure le forme colpiscono per la loro singolarità, per i colori, i tantissimi cromatismi adattati alla forma, studiati in modo da rendere un’amalgama in un tutt’uno, senza interruzioni, per dare all’osservatore un raggio di serenità.

La freddezza del metallo è proprio mitigata dalle tinte, studiate, valutate, o meglio, suggerite dalla sua sensibilità, per essere pennellate pezzo a pezzo, secondo l’estro del momento.

Le forti dimensioni si stagliano nell’ambiente, aiutano ad immaginare l’entità immensa dell’universo, nel contempo soffermano l’attenzione sulle cose belle esistenti nel nostro povero mondo, quasi uno sprono a continuare nel cammino della nostra quotidian8ità.nullPUBBLICITÀnull

Ogni opera pare un componente a se stante. Invece è la continuazione di un filo conduttore invisibile il quale lega inconsciamente tutti i pezzi ideati da Giovanna, gli uni agli altri, sottolineano, ciascuno, la sensibilità d’una scultrice non improvvisata piuttosto allenata, prima con la mente, poi con la manualità a comporre insieme ottimamente riusciti, certamente apprezzati dall’attenta critica. Franco Montaldo

“Particolari senza storia” la nuova opera dell’alessandrina Giovanna Chiarlo

12 Mag, 2021 | Alessandria |Oggicronaca. Franco Montaldo

“Particolari senza storia” la nuova opera dell’alessandrina Giovanna Chiarlo

L’arte dell’alessandrina Giovanna Chiarlo è quella della scultura Scolpisce il ferro un materiale fra i più difficili da lavorare eppure nella scrittura trova la gioia di trasmette un mondo nuovo ai lettori in erba

Particolari Senza Storia è una raccolta di pensieri scaturiti dalla mente di Giovanna, dopo le fatiche impegnate per modellare il ferro.

La preparazione avuta al liceo artistico, con il conseguimento del master in architettura, hanno formato il suo carattere portato già di per se verso l’arte, ovvero quell’attività umana regolata da accorgimenti tecnici, fondata sullo studio e sull’esperienza, come dice Giacomo da Lentini fin dal 1250, riportato nel Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, curato da Manlio e Michele Cortellazzo, edito da Zanichelli.

La sua sensibilità ha contribuito a scegliere un angolo dei più suggestivi della nostra Penisola, ha lasciato il Piemonte per Siniscola, un suggestivo centro vicino a Nuoro, nell’incanto della Sardegna laddove, armata di penna scrive L’arte e il disegno per interagire con i bambini, un libro didattico con lo scopo d’avvicinare le/i fanciulle/i all’arte; non contenta pensa alla loro serenità con Particolari Senza Storia, un testo per allietare, con la narrativa, la fascia d’età minore.

I racconti contenuti riflettono frammenti di vita vissuta, sapientemente selezionati, con la potenzialità di parlare, per raccontare eventi i quali dicono più di quanto non faccia l’intera storia.nullPUBBLICITÀnull

Sono vicende descritte con attenzione, toccano le piccole vite con tenerezza, raccontano esistenze delicate come l’animo dei protagonisti, riportati con attenta emotività. Se le si chiedesse perché? Risponde: «Mah, ho imparato a non cercare sempre un perché! Scrivo favole. L’ultima parla di una principessa che vuole lavorare… Alla fine la spunta. Mi piacciono i personaggi in controtendenza.». Franco Montaldo

Il volumetto è stampato da Europa Edizioni s.r.l, via Sommacampagna, 9. Località: 00185 Roma: www.europaedizioni.it; è possibile contattare la scrittrice: giochiarlo@tiscali.it

Libri

L’arte di Giovanna Chiarlo

Redazione Alessandria24.com 227 Views

Didattica, disegno, arte figurativa amalgamate con la scultura: l’arte di Giovanna Chiarlo

Scultrice in ferro tratta un materiale insolito. Sotto le sue mani si rinnova diventa morbido ritrova un’inaspettata forma

Giovanna è un’alessandrina a trecento sessanta gradi, qui è nata, ha studiato al Liceo Artistico conseguendo il master in architettura.

Ha lasciato la nostra città per Siniscola, un centro vicino a Nuoro, in uno dei luoghi fra i più suggestivi della Sardegna.

Il suo innato talento s’esprime attraverso il ferro, manipolato come se fosse plastilina, o poco più, con esso trasmette a bambine, bambini l’arte, la sua arte non per nulla è l’autrice del titolo: L’arte e il disegno per interagire con i bambini.

Il testo è certamente approntato con la delicatezza d’un animo sensibile, espresso da domande a lei stessa formulate: occorre sempre e comunque seguire i protocolli scientifici? Oppure, a volte, è meglio seguire la libertà creativa?

È meglio seguire il proprio sentimento, come ha sottolineato nei suoi pensieri, alla stregua delle 120 pagine costruite, una per una, con questi presupposti; del resto ha analizzato i percorsi possibili per trovare elementi nuovi, capaci di sviluppare un sentimento per l’arte figurativa nelle fasce d’età minori.

È stata una ricerca non facile, sono emerse difficolta attraverso tanti fattori l’autrice ha ricercato spunti fondamentali con … l’approfondimento di materie come la filosofia, la sociologia, la psicologia e la pedagogia sperimentale, a spunti illuminanti che hanno reso possibile l’opera, un’opera costruita … secondo determinati concetti a cui la moderna pedagogia è giunta.

La stesura ha scopo di raccontare serenamente, … senza essere troppo subordinati, da imposizioni o percorsi già battuti.

Un inno alla ricerca, sicuramente, ma anche alla personale capacità di espressione.

Il testo didattico è edito da Aracne Editrice, via Quarto Negroni, 15 – 00072 Ariccia Roma, http://www.aracneeditrice.it/; è possibile contattare la scrittrice all’indirizzo: giochiarlo@tiscali.it

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